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Trenord: via i convogli con meno di 50 passeggeri

Milano/Trasporti

TRASPORTI  «Rimodulazione del servizio». Con queste tre parole, pronunciate ieri davanti alla commissione regionale Territorio e infrastrutture, il nuovo ad di Trenord, Marco Piuri, ha confermato quanto denunciato da giorni dai comitati pendolari. Con il nuovo orario invernale che scatterà il 9 dicembre, la società taglierà il 5% dei treni, sostituendoli con i bus. Per Piuri gli autobus prenderanno il posto dei convogli più vecchi nelle tratte meno frequentate.

«Abbiamo proposto alla Regione di ridurre le corse dei treni con meno di 50 passeggeri sulle linee più periferiche», ha spiegato, precisando che «questo intervento riguarda solo l’1% dei passeggeri, cioè 7 mila viaggiatori sui 750 mila» e che non toccherà le direttrici principali da e per Milano.

Oltre alla rimodulazione del servizio, il piano di Trenord conta anche sui treni aggiuntivi promessi da Trenitalia, che «garantiranno nel periodo invernale oltre 20 convogli in più. L’obiettivo è ridurre del 50% le soppressioni e i disservizi di nostra responsabilità», ha concluso.

Durissima la reazione delle opposizioni: per il Pd Bussolati «un piano per uscire dalla crisi non esiste, se non il taglio di alcune corse che verranno sostituite da bus. Tutto era prevedibile e ora la Regione tenta di scaricare la responsabilità su altri. Lega e centrodestra dicano chiaramente che hanno fallito».

«Ancora chiacchiere», tuona M5s, «il piano per il rilancio del trasporto lombardo non si è visto. Da quel poco che è trapelato non ci sarà nessun cambiamento sensibile sulle linee per i prossimi 24 mesi. Saranno altri due anni d’inferno». Rincara  il consigliere Verni: «Se Trenord non riesce ad assicurare il servizio, Regione dovrebbe toglierle alcune aree e darle ad altre società di trasporto, lo prevede il contratto». Andrea Sparaciari

Nel 2018 è boom di ritardi e treni ko

trasporti  Indici di puntualità crollati e soppressioni esplose. È questo oggi il consuntivo di Trenord. Secondo la stessa azienda, nei 10 mesi del 2018 la puntualità media è stata del 79% – era dell’84% nel 2017, mentre secondo il Contratto di servizio dovrebbe attestarsi al 95% – . Le soppressioni invece hanno superato il 5,1% delle corse, contro il 2,5% registrato l’anno scorso. Per Piuri, le cause sono da attribuire all’età della flotta (20 anni di media); alla manutenzione; all’infrastruttura regionale satura; alla carenza di personale. E per i prossimi 24 mesi «le condizioni strutturali del sistema non si modificheranno», fa sapere la società. Da qui l’avvertimento dell’Ad che il piano previsto non è mirato a sanare i disservizi, ma a mettere una toppa alla situazione esistente. a.s.

 

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