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Tribalistas, note carioca direttamente dal Brasile

Roma/Musica

ROMA «Il mondo intero deve comprendere la sua interiorità come un tutto: non solo la sua interiorità come città o come ambiente, ma la sua interiorità come luogo nel quale puoi realmente vivere e i tribalisti vogliono trasmettere  proprio questo messaggio». Con queste parole, in un'intervista a Nelson Motta, Carlinhos Brown descriveva la nascita dei Tribalistas, formidabile trio brasiliano rivelatosi nel 2003 con il brano “Ja sei namorar”, in concerto domenica alle 21 al Parco della Musica.

Formato oltre che da Brown, polistrumentista e compositore bahiano, dal cantautore e poeta paulista Arnaldo Antunes e dalla cantante carioca Marisa Monte - conosciuta anche per la versione brasiliana di “E poi che fa”, canzone di Pino Daniele - il trio arriva sull'onda della pubblicazione di un nuovo lavoro discografico, il secondo a quindici anni di distanza dal loro album di debutto.

Nella loro musica e nelle loro bellissime canzoni confluiscono sonorità moderne e tradizione, con un gusto unico negli arrangiamenti e nella stesura delle parti ritmiche, firmate dal talento eccezionale dello stesso  Carlinhos Brown, uno dei nomi di punta della nuova musica popolare brasiliana. «

Seminiamo fertilità - raccontava Brown a Motta - come chi semina il grano. C’è un grande affiatamento tra di noi, una grande armonia, e questo fa sì che i nostri singoli contributi rafforzino lo spirito di squadra. È la somma di noi tre che dà uno: il tribalista».

STEFANO MILIONI

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