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Si ferma pure il commercio Vendite in forte calo

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A settembre si stima che le vendite al dettaglio siano diminuite, rispetto al mese precedente, dello 0,8% in valore e dello 0,7% in volume. Lo rende noto l'Istat aggiungendo che la variazione negativa, che riguarda soprattutto i beni non alimentari (-1,1% in valore e -1,0% in volume), non risparmia i beni alimentari (-0,3% in valore e -0,2% in volume).    Su base annua, le vendite al dettaglio diminuiscono del 2,5% in valore e del 2,8% in volume. In flessione sia le vendite di beni alimentari (-1,6% in valore e -3,1% in volume) sia quelle di beni non alimentari (-3,1% in valore e -2,6%in volume). 

Grande distribuzione. Sempre a livello tendenziale, il valore delle vendite al dettaglio registra un calo dell'1,2% per la grande distribuzione e una diminuzione ancora più sostenuta, del 4,3%, per le imprese operanti su piccole superfici. Il commercio elettronico registra una crescita del 2,7%. 

Confcommercio. Il dato di settembre è un po' peggiore delle attese (-0,7% congiunturale contro la stima di -0,6% dell'ICC per i beni) e rafforza l'idea che non si possa più escludere un quarto trimestre dell'anno con il segno meno per il prodotto lordo. Insomma, attraverso la stagnazione del Pil nel terzo trimestre dell'anno, si rischia concretamente di passare dalla debole ripresa del primo semestre a una situazione ben più critica, con riflessi pericolosi sulle dinamiche del 2019 e, quindi, sui parametri rilevanti per la finanza pubblica". E' il commento dell'Ufficio Studi di Confcommercio ai dati di oggi dell'Istat.    Il quadro delle vendite - sottolinea la nota - appare nitido. Sulla forte contrazione di settembre si innestano la diffusione di tassi di variazione negativi a quasi tutti i settori, le maggiori difficoltà per i piccoli negozi e, nell'ambito della grande distribuzione, il dato isolato di forte crescita dei discount. 

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