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Scatta la prima fase della "pace fiscale"

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Roma  Pace fiscale ai nastri di partenza. Martedì sarà la prima data utile per effettuare i versamenti per chi aderisce al condono previsto dal decreto fiscale collegato alla manovra. L’Agenzia delle Entrate ha diffuso una scheda con tutti i chiarimenti. I termini per i versamenti sono: il 13 novembre per l’accertamento con adesione sottoscritto ma non perfezionato al 24 ottobre 2018; il 23 novembre 2018 per l’invito al contraddittorio per il quale l’istruttoria era ancora pendente al 24 ottobre 2018; il 23 novembre 2018 per l’avviso di accertamento, l’avviso di rettifica o di liquidazione, l’atto di recupero credito, non impugnato e ancora impugnabile al 24 ottobre 2018, oppure, se più ampio, entro il termine che alla medesima data era pendente per l’eventuale impugnazione dell’atto oggetto di definizione.     Il versamento può essere effettuato in un’unica soluzione oppure in un massimo di venti rate trimestrali di pari importo. 
L’economia rallenta
«A ottobre l’indicatore anticipatore ha evidenziato un’ulteriore flessione, segnalando la persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico». Lo segnale l’Istat. In Italia, il pil nel terzo trimestre ha segnato una variazione congiunturale nulla interrompendo la fase costantemente espansiva iniziata nei primi tre mesi del 2015.
Il richiamo di Draghi
«Un debito pubblico elevato e una bassa crescita richiedono un grado di responsabilità che va oltre la normativa comunitaria». Questo il messaggio che il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha rivolto ai ministri dell’Eurogruppo durante una discussione incentrata sulla manovra italiana lunedì a Bruxelles, presente Tria. Entro il 13 novembre la Commissione europea si aspetta da Roma una manovra rivista con una «forte e precisa risposta» di adesione al Patto di stabilità. 
Decreto Genova
A quasi tre mesi dal crollo del ponte Morandi si affacciano nuove ombre sul decreto Genova. Questa volta è l’ufficio Bilancio del Senato a rilevare, proprio come già avvenuto alla Camera, lacune nelle coperture previste dal provvedimento. Per questo vengono richiesti «chiarimenti al Governo». È atteso anche il parere della commissione Bilancio del Senato dove l’atto è stato incardinato mercoledì. Le criticità rilevate dal dossier riguardano molti dei 45 articoli di cui si compone il Decreto Genova, in particolare la parte che riguarda l’anticipazione da parte dello Stato dei fondi necessari. Dubbi anche sui condoni a Ischia e nel Centro-Italia.

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