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Il quiz via app che orienta i migranti

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Affrontare i flussi migratori partendo anche da una app. C’è un quarantenne globetrotter che ha scelto l’Italia per proporre questo modo differente per fare impresa. Puntando sulla valorizzazione dei talenti, soprattutto quelli che arrivano dall’Africa. E per farlo ha deciso di partire dall’analisi dei dati. Dati che aggregano, che profilano, che creano opportunità. «Quando hai a disposizione i dati puoi fare tutto. E puoi fare anche del bene». Ne è convinto Chris Richmond Nzi, 44enne cittadino svizzero-americano originario della Costa D’Avorio, diventato startupper negli anni. Insieme alla sua compagna ha lanciato una app che consente di gestire meglio i flussi legati alla migrazione. Partendo dal gioco, che intrattiene, forma, aggrega.

Cresciuto tra Stati Uniti ed Europa, in tasca una laurea in diritto internazionale e da sempre una passione per la geopolitica, Chris ha lavorato anche per la Commissione Europea. «Mi occupavo di immigrazione e nel 2010 facevo analisi strategica per il progetto Frontex». Poi nel 2015 la scelta di diventare imprenditore. Per aiutare i migranti a orientarsi nel percorso formativo e lavorativo.

Oggi la sua impresa si chiama Mygrants ed è rivolta a coloro che chiedono protezione o l’hanno già ottenuta. Il servizio è in lingua italiana, inglese e francese. Ed è gratuito per i richiedenti. Il team che lo gestisce è composto da un quindicina di data scientist, ovvero scienziati dei dati. «In Italia c’è sempre stata difficoltà nel capire le dinamiche dell’immigrazione. Ma anziché lamentarmi ho deciso di puntare su una progettualità che ritengo vincente. Oggi chi arriva nei centri di prima accoglienza ci resta per 257 giorni di media, poi altri 300 giorni circa nella seconda accoglienza. Si tratta di nove mesi e mezzo durante i quali dovrebbero essere erogati servizi di orientamento e supporto. Con Mygrants facciamo proprio questo», precisa Chris.

Ed ecco l’idea: un gioco online in una piattaforma di micro-learning, ovvero una formazione in pillole. Scaricando l’app è possibile effettuare un percorso di formazione, arrivando a rispondere a problemi molto concreti. Le domande ruotano dal numero delle stelle nella bandiera europea agli obiettivi sostenibili dell’Onu. La lettura delle risposte e il monitoraggio dei risultati offre un profilo della persona. «Noi facciamo orientamento per chi è qui, provando a identificare i talenti e velocizzando il percorso di inserimento nel mondo del lavoro. Ma lavoriamo per identificare anche i talenti in Africa: ci sono competenze richieste anche lì, ma spesso non si conoscono le opportunità». Ad oggi sono 44mila trainees, ovvero i tirocinanti iscritti in Italia. Più altri 12mila in Africa, nei Paesi di Nigeria, Ghana, Costa d'Avorio e Senegal. «Da gennaio 2018 ad oggi abbiamo inserito oltre 870 talenti in aziende piccole, medie e grandi. Si tratta di circa 690 conti correnti aperti».

Mygrants ha intrapreso due importanti progettualità con Unicef e con Junior Achievement. «Questo è un Paese che fa tanto rumore ma raramente trova soluzioni rilevanti. Noi nel nostro piccolo aiutiamo nell’inserimento. E ne siamo orgogliosi».

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

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