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Midterm: per Trump il giorno del giudizio

Usa

Usa «In un certo senso è un voto su di me», ha affermato il presidente Trump nei suoi comizi con cui ha voluto dare la spinta finale alla campagna elettorale. A riprova di un voto decisivo e incerto come quello che si è tenuto stanotte. Un voto che influirà sulla presidenza, non solo per l’annunciato rimpasto di governo. In realtà praticamente sempre i presidenti in carica hanno perso le elezioni di midterm - in cui è in ballo l’intera Camera e un terzo del Senato. Ma stavolta con un’America così polarizzata potrebbe essere diverso. I sondaggi dell’ultim’ora (pur guardati con prudenza) assegnavano la Camera ai Democratici e il Senato ai Repubblicani. Attualmente i Repubblicani controllano tutto il Congresso: in Senato hanno una maggioranza molto stretta, di 51 contro 49; alla Camera invece una maggioranza più comoda, di 236 contro 193, con sei seggi vacanti. Al Senato l’impresa è più difficile per i Democratici, che devono difendere 26 seggi contro i soli 9 dei repubblicani. Alla Camera, invece, se i Democratici vogliono strappare la maggioranza al Gop devono riuscire a vincere 26 seggi. L’impatto delle elezioni di Midterm potrebbe essere enorme. Se i democratici ottenessero la maggioranza alla Camera, la probabilità dell’avvio di una procedura di impeachment contro Donald Trump aumenterebbe in modo considerevole. La procedura potrebbe partire anche dalla sola Camera, per essere poi stoppata al Senato, ma minerebbe comunque la presidenza. Così come il controllo di almeno una Camera permetterebbe ai Democratici di intralciare, rallentare e smorzare l’azione di Trump (che peraltro ha già avuto i suoi problemi persino con i parlamentari repubblicani). Ma vale anche il contrario: se Trump vincesse le elezioni, potrebbe avere la strada spianata per anni.

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