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Tav: «Quell’analisi pilotata dal ministro»

TORINO/TAV

CITTA' La Tav non spacca solo la piazza dove sabato, dopo il voto del consiglio comunale torinese, sono scesi in 500 per dire «no» allo stop della linea dell’alta velocità. L’ultima accusa arriva dal commissario di governo per la Torino-Lione, Paolo Foietta che punta il dito contro il ministro Toninelli e attacca l’esecutivo sull’analisi costi-benefici. «È pilotata e con esito già scritto – sottolinea -. È sempre più fondato il sospetto che sia stata costruita sugli stessi pregiudizi del ministro». Parole in risposta al commento del ministro delle Infrastrutture sulla manifestazione SìTav, il quale aveva chiesto ai partecipanti: «siamo sicuri che il benessere di Torino e del Piemonte dipendano da un’opera progettata 20 anni fa, la cui costruzione in sostanza non è mai iniziata e basata su previsioni di traffico del tutto campate in aria?». Un giudizio che per Foietta non avrebbe «alcun riscontro né con i numeri più aggiornati né con le analisi su cui lavoriamo da molti anni e che dovrebbero essere lette e discusse, non mistificate». Nel frattempo va avanti l’organizzazione del fronte del sì per la marcia del 10 novembre e la petizione pro-Tav che ha superato le 47 mila adesioni su Change.org. Ma non mancano difficoltà, le denuncia il promotore della raccolta firme Bartolomeo Giachino, esponente di Forza Italia ed ex sottosegretario alle Infrastrutture, che ha rivelato di aver ricevuto minacce via web. «Mai avrei creduto che un No Tav arrivasse a minacciare di trovarmi nell’ospedale dove lui stesso lavora ma alla mia età non mi spavento di sicuro – e conclude -, spingerò ancora di più per la manifestazione pacifica Sì Tav di sabato». Cristina Palazzo

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