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Per piazza San Carlo è corsa ai risarcimenti

TORINO

TORINO Ben 245 persone hanno chiesto al tribunale di Torino di essere riconosciute come parti civili del processo per gli incidenti di piazza San Carlo del 3 giugno 2017, davanti al maxischermo della finale di Champions League tra Juventus e Real. Quella veste permetterebbe loro di ottenere dei risarcimenti per i danni subiti dalla calca della folla in fuga in preda al panico.

Ieri nell’aula bunker del carcere di Torino è cominciata l’udienza preliminare del procedimento contro la sindaca Chiara Appendino, l’ex questore Angelo Sanna e altre 13 persone indagate di disastro, lesioni colpose plurime e omicidio colposo. Sono tutte accusate di aver provocato, con le loro negligenze, il ferimento di 1.500 persone (tra cui la paralisi di una donna, Marisa Amato, schiacciata dalla calca) e la morte di Erika Pioletti, 36enne deceduta dopo 12 giorni di ricovero. Il gup Maria Francesca Abenavoli deciderà se accogliere le richieste nelle prossime udienze.

Intanto l’avvocato Luigi Chiappero, avvocato della sindaca, lancia un segnale: «C’è un danno da risarcire e mi auguro che chi si deve attivare lo faccia. Per le compagnie di assicurazioni sarebbe un bel gesto - ha dichiarato dopo l’udienza -. Torino non può finire sui giornali solo per una vicenda come questa. È una pagina da chiudere in fretta». Se ciò non dovesse succedere, gli avvocati delle parti civili citeranno molti responsabili: il Comune, gli organizzatori dell’agenzia Turismo Torino, la Questura, il Ministero dell’Interno, forse anche la Juventus.

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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