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Cercavo un riscontro non un incontro...

CARLO BARBIERI

Ho pensato, già da alcuni anni, un sistema molto semplice per cancellare l'evasione fiscale di una categoria ben precisa di professionisti fra i quali si annidano moltissimi evasori. Un sistema a costi praticamente zero, così efficace ed immediato che, non appena se ne spargesse la voce, farebbe decidere subito i professionisti in questione a mettersi in regola. In tre mesi lo Stato rimedierebbe parecchi milioni di euro, ma davvero tanti.

Il primo tentativo di farlo conoscere l'ho fatto con il governo Monti, con tanto di Pec a cui non mi è mai stata data alcuna risposta.

Il secondo con il governo Letta o Renzi, francamente non ricordo. Sempre con Pec; ma non mi hanno mai risposto. 

Ho riprovato poche settimane fa con il governo Conte (ovviamente non con lui, Giuseppe, ma con la sua segreteria): come sempre, presentandomi per bene con le mie qualifiche per rassicurarli sul fatto che non sono un pazzo mitomane. Quello che è successo è kafkiano: assurdo e al limite del surreale.

Da dire intanto che, in prima battuta, nemmeno loro mi hanno risposto.

Stavolta però ho insistito – e che cavolo, se è il governo del cambiamento, non può comportarsi come gli altri – chiedendo la cortesia di un riscontro.

Ed ecco la risposta: "Gentile dottor Barbieri,
scusandoci per l'attesa, le comunichiamo che il Presidente Conte ha ricevuto e apprezzato la sua mail con la quale, tra l’altro, chiede di essere ricevuto. Il Presidente tiene molto al rapporto diretto con i cittadini, ma al momento non è possibile inserire in agenda un incontro, a causa di impegni istituzionali che assorbono il suo tempo".

Incontro? E chi ha chiesto un Incontro? Io ho chiesto un riscontro, e cioè di farmi sapere se la cosa interessava o meno!

Torno alla carica chiarendo che la risposta sa di copia-incolla frettoloso ed è fuori tema: "Serve solo qualcuno che possa filtrare intelligentemente quanto suggerisco e che, nel caso l'idea sia davvero utile come ritengo, abbia la capacità di trasferirla nelle mani di chi può implementarla."

Arriva subitpo la risposta definitiva: "Chiediamo scusa per il fraintendimento.
Le comunichiamo che la sua richiesta non può essere accolta perché il ristretto staff del Presidente è totalmente assorbito dalle questioni nazionali e internazionali in trattazione dallo stesso Presidente e non ha alcuna possibilità di ricevere.
Dato il contenuto della sua proposta, potrebbe forse rivolgersi al Ministero della Salute o a quello dell'Economia e delle finanze."

Insomma: non chiedo di incontrare il presidente Conte, ma la sua segreteria mi dice che non può ricevermi, come se lo avessi chiesto; non chiedo di essere ricevuto dal suo ristretto staff, ma mi rispondono che nemmeno questo mi può ricevere. Volevo solo essere sentito, per telefono (che ho fornito) o per mail, da qualcuno che potesse valutare l'idea, ed eventualmente metterla in pratica, ma non riesco a farglielo capire.

Alla fine la ciliegina: "Si rivolga lei al ministero della Salute o a quello dell'Economia e delle finanze". L'idea di inoltrare loro la mail di un cittadino che "forse" ha un'idea valida all'uno o all'atro ministero non li ha nemmeno sfiorati.

Se questa è l'attenzione, l'efficenza e lo spirito di iniziativa di una segreteria di un capo di Governo, stiamo freschi...

Certo, almeno questi mi hanno risposto. Mi devo consolare così? E va bene.

CARLO BARBIERI

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