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L'aria è irrespirabile È corsa alle mascherine

MILANO/DISCARICA

MILANO Nonostante le rassicurazioni di Arpa e Comune, a Milano è psicosi da inquinanti. Al terzo giorno di miasmi provenienti dalla discarica andata in fiamme in via Chiasserini, che si spandono sulla città trasportati dal vento, è corsa all’acquisto di mascherine nelle farmacie. Se mercoledì era stata la parte ovest di Milano a essere avvolta, ieri, l’aria irrespirabile ha colpito quella nord-est, da Loreto a Citta Studi. Centinaia le chiamate giunte ai centralini delle forze dell’ordine. E la situazione continuerà, visto che non si attendono variazioni meteo di rilievo. Dal Comune ribadiscono le raccomandazioni per gli abitanti della zona vicina all’incendio:  tenere le finestre chiuse e  sostare il meno possibile all’aperto. «Arpa sta facendo tutti i rilievi e risulta che non ci sono sostanze tossiche nei fumi sopra i livelli ordinari. Cioè non c’è benzene e non ci sono inquinanti, questo ci rassicura però è chiaro che l’odore c’è e sappiamo anche che, quando brucia la plastica, si produce diossina, quindi meno tempo di esposizione c’è e meglio è per tutti», ha detto ieri   l’assessore Granelli. Circa le operazioni di spegnimento nella discarica, ha aggiunto: «Vigili del Fuoco e Comune hanno potuto iniziare le operazioni di smassamento dei rifiuti: cioè i rifiuti bruciati vengono spostati togliendo così l’alimentazione al fuoco». Intanto sul  maxi rogo  sta indagando anche la Direzione distrettuale antimafia,  competente sul reato di traffico illecito di rifiuti. In Procura, tra l’altro, sono aperti  più fascicoli sull’incendio.
ANDREA SPARACIARI

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