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«Ogni concerto è per me l’ottovolante delle emozioni»

David Garrett

ROMA «M’ispiro a quel che mi circonda, quel che abbiamo intorno. Io credo che il crossover sia sempre esistito, anche nella classica: Brahms traeva ispirazione dalla musica ungherese, Mozart è stato influenzato dalla turca, Paganini amava le melodie dell’opera lirica». Parola di David Garrett, il violinista del diavolo, artista che ha eliminato le barriere fra musica classica, pop e rock, mercoledì ore 21 al Palalottomatica. Tedesco naturalizzato Usa (nato ad Aquisgrana nel 1980) Garrett, apprezzato come violinista da maestri come Mehta e Barenboim, si è fatto conoscere per le sue incredibili riletture di classici del rock e del pop. Nella scaletta del suo concerto trovano spazio composizioni di musica classica, ma anche brani di AC/DC, Prince (Purple Rain), Coldplay (Viva la vida).

«Non posso dire di avere un brano o un autore preferito – sottolinea Garrett – mi piacciono tante cose e amo spaziare. In un concerto cerco di non mettere insieme troppi pezzi della stessa band o dello stesso autore, potrebbe diventar noioso. Trovo interessante della musica la sua varietà, varietà che vorrei esprimere nei miei live che sono una specie di ottovolante delle emozioni». Dal Palaeur partirà il suo 1° tour italiano nei palazzi dello sport. «Suonare in questi posti per me è un onore – chiosa – ma i palasport non arrivano per caso. Non sono un premio, ma il frutto di 10 anni di lavoro. È un’evoluzione naturale».

 

 

STEFANO MILIONI

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