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Papa Francesco proclama santi Paolo VI e Romero

Vaticano

Vaticano Impugnando la croce astile di Paolo VI e indossando le sue vesti liturgiche ma con il cingolo macchiato di sangue di monsignor Oscar Arnulfo Romero, macchiato del suo sangue il giorno dell’uccisione, Papa Francesco ha presieduto la cerimonia solenne in piazza San Pietro per la canonizzazione del pontefice Paolo VI, dell’arcivescovo Oscar Romero e di altri cinque beati: i sacerdoti Francesco Spinelli e Vincenzo Romano, le suore Maria Caterina Kasper e Nazaria Ignazia e il laico Nunzio Sulprizio.  Una cerimonia che è stata anche festa di piazza: secondo la Gendarmeria vaticana, in Piazza San Pietro per la  Canonizzazione e per l'Angelus, erano presenti ben 70.000 fedeli.
«Paolo VI ha speso la vita per il Vangelo di Cristo, valicando nuovi confini e facendosi suo testimone nell’annuncio e nel dialogo, profeta di una Chiesa estroversa che guarda ai lontani e si prende cura dei poveri». Con queste parole Papa Francesco ha reso onore a San Paolo VI che anche nella fatica e in mezzo alle incomprensioni, ha testimoniato in modo appassionato la bellezza e la gioia di seguire Gesù totalmente. «Oggi ci esorta ancora, insieme al Concilio di cui è stato il sapiente timoniere, a vivere la nostra comune vocazione: la vocazione universale alla santità. Non alle mezze misure, ma alla santità». 
«Romero ha lasciato le sicurezze del mondo, persino la propria incolumità, per dare la vita secondo il Vangelo, vicino ai poveri e alla sua gente, col cuore calamitato da Gesù e dai fratelli», ha sottolineato Bergoglio.

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