Opinioni

In un mondo di like il cittadino ha un rating

PAOLA RIZZI

La reputazione è tutto al giorno d’oggi. Anche un po’ troppo. Immaginiamo un mondo in cui la quantità di like e follower determina il nostro successo non solo nella vita social, ma anche in quella reale. Non è terribile? Beh, succede già. Per  esempio nel settore dell’informazione capita che in alcune piattaforme gli articoli vengano pagati  sulla base del gradimento social: tanti click, tanto traffico, vengono proporzionalmente remunerati. Spesso indipendentemente dalla qualità dei contenuti o del lavoro giornalistico necessario a realizzare quel servizio. Nelle piattaforme on line i like sono tutto (vedi Amazon, ebay, booking com).  La borsa social ha evidentemente anche  un peso sul prezzo reale di certi prodotti: è di pochi giorni fa il caso dell’acqua Evian griffata Ferragni, star da 15 milioni di follower su Instagram, vendibile a 8 euro come oggetto di culto.  Ora arriva anche il ristorante milanese che al posto della moneta, sonante o elettronica, accetta direttamente il pagamento in follower.  Migliore è la tua reputazione, meno paghi:, con un tariffario preciso: oltre i 100mila follower mangi gratis, tra 50 mila e 100 hai otto piatti gratis, sotto i 50 quattro eccetera.  In cambio devi solo pubblicare una foto del posto su Instagram, così il ristoratore si fa pubblicità.  E’ quello che fanno già gli influencer di professione, fare pubblicità in cambio di servizi, a volte  di soldi direttamente. Qui la novità è  più che altro linguistica: si presenta il seguito social come un mezzo di pagamento come un altro.  

Viene in mente  “In caduta libera”, un episodio di Black Mirror, la serie distopica di Netflix, in cui la protagonista, Lacie,  vive in un mondo dove chiunque può votare la popolarità degli altri via smartphone. Per avere un consistente sconto sull'acquisto di una nuova casa, Lacie ha bisogno di un punteggio alto  e tenta in tutti i modi di alzare il suo indice di gradimento , ma basta un errore e finisce male, le porte le si chiudono dappertutto, fino a che, privata anche del cellulare, diventa una reietta.  Trasferire negli scambi reali i punteggi delle persone potrebbe presentare qualche rischio.  Pare che la Cina stia pensando di introdurre il rating dei cittadini, entro il 2020, calcolato grazie a 200 milioni di telecamere di sorveglianza con intelligenza artificiale che utilizzano tecnologia di riconoscimento facciale, scansione del corpo e geo-localizzazione per valutare i comportamenti (cosa compri, cosa fai, dove vai) e assegnare o meno benefit o accesso a servizi più quotati a seconda dei luoghi che frequenti: se vai troppo al bar o in sala giochi il punteggio cala.  Potrebbe essere un’idea per valutare i cittadini moralmente degni di ricevere il reddito di cittadinanza in arrivo con la manovra  del Governo. Per la cronaca Lacie alla fine era reietta sì, ma finalmente libera e felice.

PAOLA RIZZI @paolarizzimanca

Articoli Correlati
Opinioni