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«I veri supereroi sono quelli che salvano le vite»

Musica/Emis Killa

MILANO Un disco, ma anche un fumetto e un cortometraggio. Voglia di multimediale per Emis Killa, tornato con “Supereroe”, con ospiti come Capo Plaza, Carl Brave e l'americano 6ix9ine. Il rapper brianzolo lo presenterà oggi a Milano, prima alla Mondadori e poi al Teatro Principe, mentre domani sarà alla Discoteca Laziale e in serata al Quirinetta di Roma. Dal 9 dicembre il tour nei club. 

È lei il “Supereroe” del titolo? 
«Un po’. Noi artisti siamo supereroi per i fan: da ragazzino m’ispiravo a miti rap come Bassi Maestro e Jake La Furia, oggi in tanti mi scrivono e mi chiedono consigli. Ma supereroi sono anche i medici e i pompieri che salvano vite. O i genitori che si spaccano la schiena per crescere i figli».

In “Donald Trump” si scaglia contro il mondo della musica, Ligabue incluso. 
«È una metafora: le radio hanno eretto un muro contro il rap, emarginandoci. Come ha fatto Trump con gli immigrati. Il Liga? Ha costruito una carriera su un paio di canzoni. Ma bellissime. Lo invidio».  

Oggi impazzano i trapper: invidia anche loro? 
«Gioco in un altro campionato, non mi confronto coi ragazzini. E credo che l’ondata di superficialità lirica passerà, la gente non è stupida. Ho 28 anni e faccio musica da 12, prima ero un teen idol, ho faticato per crescere e conquistare un pubblico maturo». 

Mai pensato di lanciare messaggi politici? 
«No, le mie idee le tengo per me. Certi politici hanno modi troppo aggressivi, mi spaventano».

È da poco diventato papà: come vive il suo privato? 
«In segreto. Non amo sbandierare i fatti miei sui social, odio il gossip e i paparazzi. Su Internet c'è troppa gente cattiva e voglio tutelare la mia famiglia. 

DIEGO PERUGINI

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