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Una Terra dei fuochi in piena Lombardia

MILANO/AMBIENTE

PAVIA Trasformare il Pavese in una nuova Terra dei Fuochi. Era il progetto della banda arrestata ieri a Pavia – cinque italiani e un romeno - per incendio doloso e gestione illecita organizzata di rifiuti. Le indagini della Dda hanno ricostruito l’intero ciclo, che partiva dalla raccolta dei rifiuti illeciti - principalmente plastica industriale -, passava per lo stoccaggio e finiva con l’incenerimento. Le indagini erano iniziate a fine 2017 partendo da uno strano viavai di camion carichi di rifiuti che scaricavano in un capannone abbandonato a Corteolona  (Pv), affittato da  un pregiudicato residente a Lecco. I carabinieri hanno monitorato gli ingressi e sono risalite alle aziende di Milano e hinterland che si affidavano a M. per lo smaltimento. Alla fine di dicembre l’attività di stoccaggio si è fermata perché ormai il capannone era pieno. A quel punto la banda, il  3 gennaio, ha dato alle fiamme il magazzino. L’incendio ha sprigionato una nube che ha provocato intossicazioni tra i residenti e la necessità di una importante bonifica. Non è stato però l’unico incendio di questo tipo nel nord Italia, per questo gli investigatori stanno lavorando per accertare un collegamento con altri episodi. I carabinieri hanno calcolato che il gruppo ha smaltito in totale 7 mila tonnellate, con un guadagno in pochi mesi di un milione e 100 mila euro. 

 

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