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Da poliziotto a esperto di cannabis (terapeutica)

L'intervista

ROMA. Matt Murphy ha lavorato per 30 anni come agente speciale della Dea (Drug Enforcement Administration), l’agenzia  dedicata alla lotta contro il traffico di droga e il consumo negli Stati Uniti, oltre al riciclaggio di denaro sporco. Dopo essere stato disilluso dal modo in cui venivano gestite le indagini del dipartimento, Murphy ha intrapreso un nuovo percorso. Prima come consulente per aziende farmaceutiche e oggi come esperto alla Kiron, un’azienda canadese che sta investendo  sullo sviluppo di prodotti medicali a base di marijuana. Murphy ha parlato con Metro del cambiamento di mentalità che ha vissuto negli ultimi anni riguardo all’uso della marijuana come medicina. 
Come è accaduto che un agente della Dea è passato al business della cannabis terapeutica?
È successo dopo aver trascorso 30 anni nella Dea, dove si facevano corsi di formazione che valevano sia per le indagini su organizzazioni criminali dedite al traffico di droga che per quelle che distribuivano illecitamente farmaci da prescrizione. Non mi sentivo abbastanza coinvolto rispetto a molti aspetti della salute e dell’industria farmaceutica. Negli Stati Uniti, i farmaci oppioidi sono diventati una emergenza sanitaria nazionale. Credo che la cannabis terapeutica sia un trattamento efficace in alcune condizioni e possa essere un’alternativa ai farmaci tradizionali da prescrizione per il trattamento di dolore, disturbo da stress post-traumatico e molte altre malattie. 
Quali i miti da sfatare sulla marijuana?
La gente sta ancora associando la cannabis con droghe e trafficanti illeciti. Col passare del tempo, questo cambierà, ma poiché l’industria della cannabis è nelle sue fasi iniziali, ci vorrà del tempo perché il pubblico di tutto il mondo accetti la cannabis medicinale legale e il suo valore nel trattare il dolore cronico.
Cosa fare perché che la cannabis non continui a essere vista come una droga?
Penso che dobbiamo fare di più in termini di educazione. Dobbiamo investire nell’istruzione per informare pazienti e medici sulla cannabis medicinale. Col passare del tempo, le persone supereranno lo stigma della cannabis e lo legittimeranno e sarà considerato un trattamento credibile.
Qual è stata la tua esperienza più gratificante nel settore della cannabis medica?
È stato estremamente gratificate per me lavorare alla creazione di un’azienda di cannabis medica in Colombia, con gli stessi standard utilizzati nell’industria farmaceutica Usa. Oggi vedo la Colombia in un modo molto diverso da quando ero un agente della Dea.
Qual è il paziente tipo? 
I prodotti medicinali a base di cannabis non sono alla portata di tutti. Devono essere prescritti individualmente da medici che credono nei benefici del trattamento.

Maria Pula Suarez Navas, Mwn

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