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Il tribunale è ingolfato soppressi i processi

torino/giustizia

GIUSTIZIA Avrà un compito molto difficile il nuovo presidente della Corte d’Appello di Torino, Edoardo Barelli Innocenti, che ieri ha ufficialmente assunto l’incarico di guidare gli uffici giudiziari piemontesi. Il settore penale, quello che si occupa della repressione dei reati, è da molto tempo in difficoltà e bisogna trovare altre soluzioni a quelle già adottate. «Vi è una enorme mole di processi penali - ha detto il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo, nel corso della cerimonia per Barelli Innocenti -. E tutti quelli che non hanno una prospettiva di vita significativa vanno abbandonati. Purtroppo non c’è altra scelta, anche se non è facile farlo capire ai cittadini». Insomma, alcuni fascicoli, forse quelli per i reati meno gravi e quelli destinati alla prescrizione (cioè la scadenza dei tempi entro cui si può perseguire un reato). «Anche se è cominciato un processo di risanamento della Corte, che ha già portato ad alcuni risultati, bisogna fare i conti con un organico insufficiente rispetto al reale fabbisogno», ha continuato Saluzzo. Barelli Innocenti è consapevole delle difficoltà del settore: «Giustizia ritardata è sinonimo di giustizia negata. Bisogna impegnarsi al massimo perché i termini “presto” e “bene” vadano di pari passo - ha spiegato  -. Molti sanno che ho riavviato un’organizzazione della Corte, sia nel settore penale sia nel settore civile. L’intero sistema ha bisogno di riforme. Ma, in attesa che queste arrivino, i magistrati non possono restare a guardare, devono impegnarsi per fare bene il proprio lavoro. In questo cammino spero di non essere lasciato solo». a.g.

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