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Eredità Sordi, il pm chiede 9 condanne

alberto sordi

Roma Il pm Eugenio Albamonte ha chiesto la condanna di nove imputati nel processo sul presunto raggiro orchestrato ai danni di Aurelia Sordi, la sorella di Alberto, deceduta all’età di 97 anni nel 2014. La pena più alta (4 anni di reclusione e 2500 euro di multa) è stata sollecitata nei confronti del notaio e di un avvocato; a 3 anni e 5 mesi (e 2000 euro) ammonta quella chiesta per l’autista del popolare attore scomparso nel 2003 nonché “factotum” della famiglia nella villa a Caracalla e a 2 anni (e 300 euro) quella avanzata nei confronti di un altro avvocato. È contestata a tutti la circonvenzione di incapace (reato ritenuto prevalente sul falso in atto pubblico e sul patrocinio infedele, originariamente ipotizzati dal pm solo per i primi due imputati) con riferimento alla delega con cui Aurelia Sordi avrebbe autorizzato il factotum a gestire tutti i suoi conti. Due anni e mezzo di carcere e 5mila euro di multa, per ricettazione, sono stati richiesti per cinque dei sei dipendenti di casa Sordi (la sesta nel frattempo è deceduta) in quanto ritenuti destinatari illegittimi di donazioni provenienti dal patrimonio dell’attore, per un importo complessivo di 2,5 milioni di euro. A far scoppiare il caso era stato il direttore della Banca Popolare di Sondrio dove la signorina Sordi gestiva da anni personalmente diversi rapporti bancari, e dove improvvisamente si presentò il factotum per consegnare la procura speciale che gli dava poteri illimitati nella gestione dei beni immobiliari e dei conti di Aurelia Sordi.

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