Spettacoli

«Viviamo in un Paese che ha perso la memoria»

Sergio Rugini Il bene mio

CINEMA Quando la memoria è sopravvivenza. La sola possibile. Per un uomo ma anche per tutti i suoi compagni di casa, di scuola, di lavoro, insomma di un passato fatto a pezzi da un terremoto che ha cancellato il paese di Porvvidenza. Elia, he ha il volto di Sergio Rubini, è quest’uomo nel nuovo film di Pippo Mezzapesa, “Il bene mio” (da giovedì in sala dopo il passaggio a Venezia) e si agita in un paese fantasma, alla ricerca di una memoria da salvare.

Rubini, ma chi è davvero Elia?
«Io ho cercato di costruire un persona carica di agitazione positiva, vera, indaffarata a recuperare oggetti, sistemarli, catalogarli, salvarli dall’oblio».

Quindi è un personaggio molto vitale?
«Sì, non è un depresso, è  lucido, tonico, energico, caparbio, si ostina a rimanere nel svuotato dal terremoto da solo e contro tutti,per elaborare il lutto e ricostruire dai cocci».

Cosa che in Italia non si fa più?
«Il nostro paese è allo sbando perché non sa nulla del proprio passato e non sa più in che direzione andare. Vale anche per il nostro grande cinema che i giovani non conoscono perché i produttori tendono solo a fare non film ma prodotti da vendere. Ma film come questo vanno in un’altra direzione».

A cosa le hanno fatto pensare i terremotati del film?
«Agli sfollati che dopo il crollo del ponte di Genova vanno a raccogliere ciò che resta tra le macerie. Questo film ricorda anche loro».

 

 

SILVIA DI PAOLA

 

Spettacoli