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Sfida con Milano su Salone e Giochi

TORINO

TORINO Che si parli di Olimpiadi o di fiere del libro, la sfida tra Torino e Milano non ha tregua. A rilanciare la contesa sul primo ambito, quello dei giochi invernali del 2026, ieri è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti: «Vediamo con favore la realizzazione dei Giochi olimpici però, posto che le candidature sono divisive, ciascuno dovrà dimostrare di farvi fronte, e a quel punto il sostegno del Governo non mancherà». Le sue parole hanno provocato le reazioni del sindaco di Milano Beppe Sala («Noi siamo pronti») e del governatore veneto Luca Zaia per il quale è un «ottimo segnale», anche se spera che Torino ci ripensi.

Sotto la mole la sindaca Chiara Appendino chiede al governo «chiarezza e trasparenza»: se Roma sosterrà il tandem Milano-Cortina, con soldi ancora da trovare, dovrà garantire un pari trattamento alla sua candidatura perché «Torino, il Piemonte e le sue montagne non possono accettare alcuna disparità di trattamento» e soprattutto perché Torino è il dossier «più sostenibile da un punto di vista economico e ambientale» e necessiterebbe di minori risorse dallo Stato. Il governatore lombardo Attilio Fontana le ha chiesto di ritirarsi, ma lei ha rifiutato.

Un no secco di Appendino ad accordi con Milano arriva anche sul tema del Salone del libro e di una collaborazione con l’emulo meneghino, Tempo di libri, proposta da Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori. «Non abbiamo ricevuto alcuna proposta formale - ha detto -, ma in quel caso l’avremmo declinata».

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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