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Il furgone-libreria dell'ex consulente

CITTA' Ha fatto il direttore commerciale e il consulente di marketing per mobilifici e aziende di arredamento. Poi, con la crisi,  ha deciso di darci un taglio. E di fare qualcosa, in attesa della pensione, «che mi divertisse». A dirlo è Filippo Manganaro, di Meda, 63 anni, sposato, due figli grandi. Oggi, da qualche mese, fa il libraio ambulante. Si sposta con un furgoncino-libreria attrezzato (pagamenti con bancomat) e tratta solo piccoli e medi editori indipendenti «i cui titoli non si trovano al supermercato».  È una risposta duttile e originale ai tempi grami che vivono le librerie: «Non ho dipendenti, non pago l’affitto, sto attento a non fare troppo magazzino. Mi piace fare il mestiere del libraio, orientare il cliente curioso. Le grandi catene “impongono” i titoli di largo mercato. Ma esistono anche i “piccoli” di qualità, come Orecchio Acerbo, che l’anno scorso ha vinto un premio internazionale come miglior editore per l’infanzia».

Sul suo bancone a quattro ruote si trovano editori preziosi come DeriveApprodi o Le Milieu, per esempio, e i loro saggi sugli anni della lotta armata e sui celebri personaggi della “nera”. O i lavori dello stesso Manganaro: “Senza patto né legge”, saggio sul movimento operaio americano; “Dynamite girl”, sulla vicenda americana dell’anarchica Gabriella Antolini; il romanzo “Un sogno chiamato rivoluzione” (premio Arcore 2015). Manganaro è sicuro: «Nonostante la crisi dei lettori, lo spazio per gli editori indipendenti c’è». Si trova su Fb e su www.dynamitebooks.org. La domenica in genere è all’Isola, in piazza Minniti.

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

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