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«Dal palco racconterò il mio linciaggio web»

MILANO/IN-TOLLERANZA ZERO

CITTA' Dal 7 agosto la vita del ricercatore universitario Raffaele Ariano è cambiata. Da quando cioè con un post su Facebook svelò l’annuncio razzista di una capotreno di Trenord sul convoglio “2653” («I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. Scendete perché avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i coglioni»). In difesa della dipendente si schierò il ministro Salvini, che elogiò la lavoratrice, ma, soprattutto, arrivò da una pagina riconducibile a Salvini  l’invito a dire sulla bacheca di Ariano ciò che il popolo leghista pensasse di lui. E fu una messe di insulti e minacce, soprattutto perché lo si accusava (a torto) di voler far licenziare la donna. È quanto Ariano racconterà domenica 30 settembre in piazza Duomo dal palco della manifestazione In-Tolleranza Zero, indetta da Anpi, Sentinelli di Milano e Aned. 

Perché sarà su quel palco? 
«Perché ho sentito di doverlo fare. Gli insulti e le minacce che ho ricevuto e ricevo  si ricollegano al clima di intolleranza che si respira. Bisogna dire basta ai comportamenti contrari alla civile convivenza che vediamo ogni giorno. Racconterò il cortocircuito di un segretario di partito (Salvini, ndr) che contribuisce a un linciaggio mediatico e di un ministro  (sempre Salvini, ndr) che dovrebbe assicurare la legalità».
 
Perché sarebbe una fake news il licenziamento della capotreno? 
«Perché né io nel mio post, né Trenord – che scrisse una lettera di scuse il giorno dopo il fatto – abbiamo mai parlato di licenziamento. È una cosa che qualcuno coscientemente ha trasformato in “notizia”. Ma è falsa». 

A che punto sono le indagini su quanti l’hanno insultata? 
«Procedono. A chiunque si dovesse trovare nella mia condizione dico: denunciate! Esistono strumenti che tutelano il cittadino». Andrea Sparaciari

 

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