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«Con #MeToo le donne sono diventate adulte»

Libri/Pamela Druckerman

Quando è che si diventa adulti? Quando troviamo un lavoro? Quando ci sposiamo? Quando facciamo un figlio? Ed è possibile non diventare mai adulti, non prendersi la responsabilità di crescere, invecchiare, cambiare? Di questo parla, nel suo ultimo libro Pamela Druckerman - “Non si diventa mai adulti”, Sonzogno, p. 302, euro 17 - riflessione che mescola l’autoritratto impietoso all’indagine su cosa significa ritrovarsi, all’improvviso, nel mezzo del cammin di nostra vita.

Quando è che ci accorgiamo di essere diventati adulti?
«Quando cambia la percezione che gli altri hanno di noi. L’adulto è la persona cui ci affidiamo totalmente, quello che si occupa di te, fa le cose che tu non sai fare. Io, per esempio, mi sono accorta di essere adulta verso i 40 anni».  

Era pronta a questo?
«No. Ma pian piano mi sono accorta che questa situazione poteva avere dei vantaggi. Infatti mi permetteva di essere me stessa. Non è un processo facile “capire” chi sei e poi, di conseguenza, diventare veramente chi sei».

Ma se ciò che vediamo diventando adulti non ci piace?  
«C’era una mia amica 50 enne che da 30 anni voleva scrivere un romanzo che poi non scriveva mai. Diventare adulta per lei è stato capire che non era quello che voleva: mollato il romanzo, è diventata designer».

La parola d’ordine per una donna adulta?
«No. O meglio: non aver più paura di dire di no. E poi essere capaci di definire quello che ci è successo. In questo senso il movimento #MeToo è una grande evoluzione, un momento adulto per le donne. Tutte quelle che hanno denunciato hanno dato una definizione a quel che era è successo: non un “avance” ma una violenza».

ANTONELLA FIORI @aflowerinlife

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