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Conte: «In manovra c’è il reddito di cittadinanza»

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ROMA Con i capigruppo M5S «abbiamo ragionato anche della necessità che la riforma del reddito di cittadinanza che sarà inserita nella manovra economica abbia un impatto significativo sul piano sociale, in modo da alleviare la condizione di tutti coloro che vivono in condizione di povertà assoluta». Lo ha scritto su Facebook il premier Giuseppe Conte, confermando la presenza della misura in una forma sostanziosa.

Risorse dai tagli

Intanto il vicepremier Luigi Di Maio, durante il suo viaggio in Cina, in riferimento alla manovra ha garantito che «non si sfora il 3% e non si toccano i diritti essenziali dei cittadini». Ha poi aggiunto, dopo l’affondo di martedì, di avere «piena fiducia nel ministro Tria». «Un governo serio che ha fatto delle promesse i soldi li trova, e badate bene il mio non è un attacco al ministro Tria - ha precisato Di Maio - le risorse le troviamo dai tagli? Sì. Ma qualora non si dovessero trovare dai tagli sappiamo che nei prossimi anni potremmo tagliare tanti altri sprechi e mandare a regime le risorse che servono per finanziare queste iniziative. Per questo si attinge a un po’ di deficit per poi far rientrare il debito l’anno dopo o tra due anni». «Si può arrivare anche allo sforamento del 2% ma non con provvedimenti di tipo demagogico - ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti - si può sforare l’1,6% solo con proposte serie e credibili».

Tira e molla sui margini

Continua il pressing di M5S e Lega per ottenere i margini necessari a finanziare le misure-bandiera inserite nel contratto di governo. I due soci di maggioranza chiedono almeno 8-10 miliardi l’uno per poter avviare nella legge di Bilancio le misure annunciate in campagna elettorale e inviare subito dei segnali. Fonti parlamentari del Carroccio spiegano che la “dote” si aggirerebbe sui 9 miliardi per ciascun partito. I pentastellati non hanno intenzione di rinunciare al reddito di cittadinanza mentre la Lega punta soprattutto su flat tax, super Ires e cedolare sugli affitti. Il superamento della riforma Fornero è considerato un terreno di battaglia comune nel braccio di ferro con l’Economia. Soprattutto dopo l’accordo politico tra i due partiti raggiunto sul taglio delle pensioni d’oro (4.500 euro). Per realizzare le misure richieste da M5S e Lega e sterilizzare l’aumento dell’Iva, sarebbero necessari oltre 30 miliardi. «Si troverà il punto di equilibrio», ha assicurato Salvini.

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