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Notaio stakanovista si rivolge a Corte Ue

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MILANO Il caso del notaio “stakanovista” Paolo De Martinis, sanzionato dal Consiglio notarile milanese «perché voleva lavorare troppo», è ora al centro di una disputa internazionale che vede coinvolte l’Antitrust, la Consulta e la Corte europea dei diritti dell’uomo. L’ultimo atto, al di là della Corte Costituzionale a cui si è appellata l’Antitrust, è stato il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro la sentenza della Cassazione, presentata dallo stesso notaio ad agosto. De Martinis ha subito azioni disciplinari perchè ha redatto oltre 15 atti al giorno, praticando sconti, con una “produzione” giudicata impersonale anche dalla Cassazione. «Ma io comincio alle 8.30 - ribatte il notaio - e finisco spesso alle nove di sera. Gli atti sono ben eseguiti e non ho mai ricevuto rilievi in sede ispettiva.

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A integrazione dell'articolo, lo studio Avvocati Grieco-Pelino, in rappresentanza del notaio Paolo De Martinis, fa presente quanto segue: «Il Notaio indica a codesto giornale di avere denunciato all’Antitrust (AGCM) in data 22 febbraio 2016 il Consiglio Notarile di Milano (CNM) per “l’uso strumentale e illegittimo da parte dello stesso CNM di talune attività di monitoraggio e prerogative disciplinari, con l’obiettivo ultimo di controllare e orientare in maniera anticoncorrenziale la quantità del lavoro svolta (output) e i livelli tariffari” (cfr. AGCM, provv. 24 luglio 2019, p. 4). L’Antitrust ha accolto la denuncia del Notaio De Martinis, dandone piena conferma e decidendo in data 24 luglio 2019: “a) che il Consiglio Notarile di Milano ha posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza ai sensi dell’art. 2 della legge n. 287/90, idonea a limitare la concorrenza fra i notai del distretto notarile di Milano; b) che il Consiglio Notarile di Milano si astenga in futuro dal porre in essere comportamenti analoghi a quelli oggetto dell’infrazione accertata”».

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