Spettacoli

«La mia è una musica che vuole unire e non dividere»

Alvaro Soler

MUSICA È il re dei tormentoni latini, da “El mismo sol” a “La cintura”, hit dell’estate 2018. Ma ora Alvaro Soler vuole alzare l’alticella e con “Mar de colores” amplia la sua tavolozza di colori musicali. L’artista spagnolo presenterà il nuovo cd domenica alla Mondadori Marghera di Milano e lunedì alla Discoteca Laziale di Roma. Domenica sera sarà alla finale del Wind Summer Festival all’Expo di Milano (diretta Canale 5 e Radio 105), co  J-Ax, Pezzali, Nek, Emma, Ermal Meta e altri.

Alvaro, è al suo secondo album, il più difficile per antonomasia.
«E, allora, siamo andati più in profondità. È un'evoluzione naturale: nel 1° abbiamo sperimentato ed è stato un successo inatteso. Abbiamo messo le fondamenta di una casa, ora dobbiamo costruirla».

E dipingerla bene, citando i colori del titolo…
«Il mare di colori rappresenta la diversità delle emozioni e delle canzoni. È sempre il mio stile, ma un po’ differente. I testi sono più maturi e non mancano momenti  introspettivi. Però resta l'idea di portare gioia alla gente: sono felice quando qualcuno mi dice che l’ho aiutato con la mia musica».

Il 9 maggio 2019 sarà al Forum d’Assago…
«E penso a uno show più dinamico e ambizioso. Vedo che ai concerti spesso la gente conosce solo le mie hit, vorrei  apprezzassero anche il resto».

Da spagnolo: lei cosa pensa dell’indipendenza della Catalogna?
«Non mi sbilancio, però io con la musica voglio unire la gente, non separarla. I miei nonni vivono a Barcellona e a un certo punto avevano paura di andare in strada. Non va bene».

 

DIEGO PERUGINI

 

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