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Black out mortale Ragazzo si soffoca per sfida web

Blackout

Milano Giovedì 6 il corpo di un quattordicenne è stato rinvenuto nella sua cameretta in zona viale Corsica a Milano: una corda da montagna agganciata al letto a castello lo aveva soffocato. La notizia è venuta alla luce dopo una settimana, perché i genitori hanno voluto lanciare un allarme su quella che considerano la causa della morte: un terribile “gioco” mortale che circola in rete, chiamato Blackout, e che prevede livelli progressivi di asfissia. Il ragazzo si sarebbe cimentato in questa sfida suicida, e i genitori hanno voluto rendere pubblico il pericolo: «Parlavamo di tutto con lui, ma questo non lo potevamo proprio immaginare». 

La storia
È la cronologia dei fatti, oltre alla constatazione che l’adolescente non abbia mai dato segnali particolari di malessere, a rendere credibile il collegamento tra un video guardato in rete e la sua fine. Alle 11 e 11 di giovedì scorso, il ragazzo clicca sul suo smartphone un filmato visibile su youtube su “5 challenge pericolosissime” che i ragazzi fanno attraverso internet in cui c’è un riferimento anche alla pratica del Blackout. La voce di sottofondo la definisce «pericolosissima» ma il tono risulta un po' ambivalente: da una parte si invita a non provarci, dall’altra viene spiegato nei dettagli, in modo accattivante, in cosa consistano queste «sfide». Il filmato è stato postato in Rete un anno fa ed è stato visualizzato da quasi un milione di persone. Poco dopo averlo visto, Igor prende la corda da arrampicata, sport che pratica sin da piccolo sulle orme del padre, un astro del climbing, e muore impiccato nella sua stanza.

In cosa consiste

Il “Blackout game”, “gioco dello svenimento”, è una folle moda dilagata sul web attraverso video che rientrano nella categoria “cose pericolose in Rete”. Si tratta di un autosoffocamento in cui le persone, spesso adolescenti, sfidano la morte rimanendo il più a lungo possibile senza ossigeno. Il macabro gioco viene praticato da soli o in compagnia, usando corde o le braccia di un amico strette attorno al al collo. Lo scopo è quello di provare l’ebbrezza di quando si rimane senza ossigeno a 7.000 metri di altitudine oppure quando si sta per morire. La sfida letale è suddivisa in vari livelli e il giovane deceduto sarebbe arrivato fino al numero 5, uno dei più estremi. L’ultimo passo di questa sfida suicida è riuscire a perdere i sensi per poi rinvenire dopo pochi secondi in preda all’euforia, davanti ad una webcam che riprende in presa diretta. 

Inchieste e sequestri
I magistrati hanno aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di “istigazione al suicidio” e hanno firmato un sequestro d’urgenza dei «siti che ospitano sulla propria piattaforma file, video e tutorial che inducono a questa macabra pratica del Blackout», per capire se l’adolescente «sia stato indotto psicologicamente o obbligato a compiere tale gesto estremo da qualcuno». 

Precedenti

C’è forse un precedente: a febbraio un 14enne era stato trovato nel bagno di casa a Tivoli, in provincia di Roma, strangolato dal cavo della PlayStation. L’ipotesi asfissia da Blackout è ritenuta la più verosimile. L’anno scorso aveva fatto discutere il Blue Whale, una presunta pratica che da internet incitava i ragazzini al suicidio attraverso una serie di 50 pericolose “prove di coraggio”. Ma il caso è stato poi in gran parte smontato, soprattutto in Italia.

O.BA.

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