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«John Gotti? Altra sfida e io adoro reinventarmi»

John Travolta Gotti

CINEMA John Travolta e le sue metamorfosi. Stavolta lo vedrete nei panni del boss John Gotti, giovane e aitante, poi maturo e appesantito e anziano e sofferente, quasi irriconoscibile alla fine in “Gotti. Il primo padrino”, da oggi al cinema. Del resto lui il suo senso della recitazione lo ha imparato nientemeno che da Marlon Brando. «Non ho mai smesso di seguire ciò che mi disse: Devi avere profonda fiducia in quello che fai e amare profondamente il personaggio. Senza remore. Chiunque esso sia» dice Travolta, parlando del film che percorre e ripercorre, zigzagando tra presente e passato, la vita del boss, racket, omicidi, gioco d’azzardo, droga,estorsioni, niente escluso, attraverso una conversazione avvenuta in prigione nel 1999 con suo figlio John Gotti Jr.

E non parlategli delle difficoltà delle metamorfosi. Per lui sono stimolanti e «a farsi sentire è solo il peso delle responsabilità nell’interpretare un personaggio reale». Il resto è «sfida per ogni ruolo, altrimenti mi annoio, e voglia di reinventarmi ogni volta,senza giudicare e mettendomi al servizio della storia e della moralità del personaggio, qualunque essa sia. Solo cosi si può essere credibile in un ruolo, dopo ovviamente aver lavorato sulla trasformazione fisica che curo ogni volta».
E il fine è sempre lo stesso: «Per me la prima cosa che conta non è il successo per un ruolo o il denaro che me ne viene ma ciò che regalo al pubblico, il feeling che riesco a stabilire. E vale anche per ruoli non facili come questo”.

 

SILVIA DI PAOLA

 

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