Fatti&Storie

Alzheimer, nasce l'app “Chat Yourself”

Alzheimer

Ogni singolo individuo, per tutta la durata della sua vita, accumula ricordi che gli permettono di avere una propria identità e un passato. Arriva, però, quel maledetto giorno in cui si inizia a dimenticare dove sono state messe le chiavi di casa, il volto di un amico risulta estraneo, un familiare non è più nessuno. Viene diagnosticata l’Alzheimer e ci si sente letteralmente persi. L’11 Settembre sono stati trattati questi temi al ministero della Salute, in occasione della conferenza stampa "Alzheimer, non perdiamolo di vista", organizzata da Italia Longeva, la Rete nazionale di ricerca sull'invecchiamento e la longevità. “Per l'Italia, paese più vecchio al mondo con il Giappone, le demenze rappresentano un problema medico-sociale ogni giorno più grande", dichiara Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva. "Ciò vale in particolar modo per l'Alzheimer, senza dubbio la forma di demenza più prepotente e violenta, sia sotto il profilo epidemiologico, sia per l'impatto sulla qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari”. Questa patologia oggi interessa quasi il 5 per cento degli over-65 ma, secondo le proiezioni elaborate dall'Istat per Italia Longeva, nel 2030 la percentuale si triplicherà e saranno colpiti dalla malattia ben oltre 2 milioni di pazienti, in prevalenza donne”. Questa demenza affligge oltre 600mila italiani e, nonostante ci si affidi alla ricerca e a diagnosi precoci sempre più precise, rimane, ancora oggi, una grande difficoltà la lotta per ridare dignità ai malati e aiutarli a riconquistare la propria quotidianità.

A ridare loro quotidianità e forse anche dignità ci ha pensato “Chat Yourself” un’app nata con questo obiettivo: contenere il danno provocato dalla malattia, affiancando all'impegno dei propri cari un aiuto concreto a ricordare. 

Può essere considerata una “memoria di riserva” a portata di smartphone in qualunque momento della giornata. “Chat Yourself” è in grado di memorizzare tutte le informazioni relative alla vita di una persona, restituendole su richiesta all'utente, che ha anche la possibilità di impostare notifiche personalizzate come il ricordare di prendere i medicinali.

È presente anche una chatbot, nata da un'idea di Y&R, con il supporto tecnico di Nextopera e di Facebook e perfezionata, inoltre, da un team di geriatri, neurologi e psicologi; la chat risulta utile per rispondere in maniera più efficace alle esigenze dei pazienti. È disponibile e accessibile a tutti gratuitamente sulla pagina Facebook di Chat Yourself (@chatyourselfitalia).

GIORGIA BONDANINI

Articoli Correlati
Fatti&Storie