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Vaccini e scuola, è caos Scontro tra presidi e Grillo

Vaccini

E' polemica tra il ministro della Salute e i presidi. "Mi sembra una polemica surreale e un atto politico contro di me che non c'entro niente. Ormai ho le spalle larghe e sono abituata. L'autocertificazione è stata usata per tutto il 2017 e la presa di posizione di ieri dei presidi non la capisco, visto che la circolare è di un mese fa, il 5 luglio. Tra l'altro non esiste una circolare Grillo ma è stata fatta insieme al ministro Bussetti". Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Giulia Grillo, su La7, facendo riferimento alla posizione dei presidi che hanno dichiarato che - così come previsto dal decreto Lorenzin - senza certificazione Asl i bambini non possono entrare a scuola. "Noi abbiamo semplicemente deciso - ha proseguito Grillo - di continuare ad usare lo strumento dell'autocertificazione nel 2018 anche perché il ministro Lorenzin non ha fatto l'anagrafe nazionale. Autocertificazione significa certificare il vero e non il falso altrimenti sono previsti 6 mesi di carcere".  "Dico ai presidi che mi dispiace che non sono il loro ministro, ma che sono sempre disponibile ad un confronto e le strutture sanitarie saranno a loro disposizione qualora ne avessero bisogno per qualunque necessità".

I presidi.  "L'Associazione nazionale presidi è totalmente apartitica, abbiamo criticato i governi di tutti i colori, noi ci orientiamo e diamo giudizi secondo la nostra coscienza e la conoscenza dell'organizzazione scolastica per tutelare la salute pubblica e il diritto all'istruzione", ha ribattuto il presidente dell'Anp, Antonello Giannelli. Per quanto riguarda la circolare congiunta Bussetti-Grillo che estende l'autocertificazione per i vaccini all'anno scolastico 2018-2019, Giannelli ha osservato: "Conveniamo sulle buone intenzioni di semplificare la vita dei genitori, ma temiamo che si risolva in una complicazione. Nell'anno scolastico 2017-2018 l'autocertificazione era prevista dalla legge in via temporanea perché c'era un'enorme quantità di vaccini da somministrare, ma adesso il grosso è stato fatto, non ci saranno più lunghi tempi di attesa e non bisogna disperdere il lavoro fatto. L'autocertificazione in questa situazione ha l'unica ratio che un genitore non ci va proprio alla asl, e questo è fuori legge".

La legge. I presidi ricordano che al momento resta in vigore il decreto Lorenzin con stabilisce che da 0 a 6 anni non si entra in classe senza le vaccinazioni obbligatorie. "Invito genitori ad andare alla asl, a fare vaccinare i loro figli perché lo dice la legge e l'ha ripetuto ieri anche il presidente del Consiglio Conte e a consegnare alla scuola il certificato rilasciato dalla struttura sanitaria". Ma che succede se un genitore di un bambino sotto i 6 anni arriva a scuola a settembre portando soltanto un'autocertificazione? "Il preside farà i suoi controlli contattando la asl - conferma Giannelli - e se qualcosa non va non ammetteremo il bambino in classe". Giannelli, comunque, dà atto al ministro Grillo che l'incontro avvenuto ieri al dicastero è stato "cordiale e proficuo": "C'è stata una grande disponibilità dell'amministrazione sanitaria ad ascoltarci e a trovare insieme soluzioni".

Il no alle "classi differenziate". Un netto dissenso i presidi l'avevano già esposto ieri e riguardava anche l'ipotesi di avere classi "differenziali", composte cioè dai soli bambini vaccinati in cui inserire i bambini immunodepressi. Il dissenso dell'ANP deriva sia perché "si porrebbe un grave problema di carattere organizzativo, legato alla composizione delle classi ed alla regola della continuità, sia perché i bambini non sarebbero comunque protetti nei momenti di ricreazione e nei numerosi spazi comuni (mensa, palestra, bagni) e se ne violerebbe, di conseguenza, il diritto alla incolumità". 

La denuncia. Una coppia di genitori di Treviso ha presentato una denuncia contro ignoti per omissione d'atti d'ufficio, istigazione alla disobbedienza e tentata epidemia dopo che la propria figlia, vaccinata ma con un deficit immunitario, era stata costretta a lasciare la scuola materna per non rischiare il contagio di una malattia infettiva da due compagni di classe non vaccinati. Il fatto risale al maggio scorso.

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