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«La rabbia non serve più Meglio la comprensione»

Libri/Antonio Damasio

È la chiave di volta del nostro benessere, la bussola della nostra felicità. È la nostra omeostasi, una capacità antichissima dell’organismo di autoregolarsi che è anche il motore della nostra evoluzione. Ce ne parla uno dei più grandi neuroscienziati viventi, Antonio Damasio, nel suo saggio  “Lo strano ordine delle cose” (Adelphi, p. 352, euro 29) che ci racconta la straordinaria  scoperta di come l’omeostasi sia collegata ai sentimenti.  
In che modo avviene il collegamento?  
«I sentimenti sono i sensori dello stato della nostra omeostasi, quell’insieme di regole che da sempre ci fa sopravvivere. Attraverso il sistema nervoso i sentimenti mappano se quello che viene dall’esterno è buono o no. Se la nostra omeostasi funziona, proviamo benessere. Se non funziona, sentiamo malessere».
Lei parla della cultura come  automedicazione.
«La cultura ci ha permesso di elaborare delle cose che ci fanno capire il mondo ed essere più felici. Inoltre andare a teatro, al cinema, leggere libri ci aiuta a conoscere i nostri sentimenti. Quando si vede un film di suspence, come quelli di Hitchcock in fondo lo si fa per allenarci a gestire il sentimento della paura».
Professore, oggi sempre più dominano rabbia e violenza. Sono emozioni utili?
«Sono state utili nel corso dell’evoluzione. Un uomo che fronteggiava un leone era meglio che mostrasse la sua rabbia. Ma oggi se uno per risolvere una situazione dà un pugno a una persona, questo ha dei costi notevoli sia per chi picchia che per chi viene picchiato. Ci sono altri sentimenti che ci fanno risparmiare più energia e a livello omeostatico stanno all’opposto della rabbia e della violenza: vedi la comprensione e la cooperazione».
ANTONELLA FIORI @aflowerinlife

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