Msf: 600 morti nel Mediterraneo da quando sono stati chiusi i porti alle Ong

  Una strage con centinaia di vittime: oltre 600 persone, tra cui neonati e bambini, sono annegate o disperse nelle ultime 4 settimane nel tentativo di attraversare il Mediterraneo centrale mentre non c'erano più le navi delle Ong che potessero soccorrerle. Lo denuncia Medici Senza Frontiere, sottolineando che questi 600 rappresentano la metà delle morti in mare nel 2018. Viene ricordato che "un mese fa le autorità italiane hanno impedito alla nave Aquarius, gestita in collaborazione da SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere, di sbarcare 630 persone soccorse in mare. Altre navi umanitarie hanno subito blocchi e ostacoli da parte degli Stati europei". A proposito di Aquarius, la nave al momento è ormeggiata nel porto di Marsiglia, per normali operazioni di manutenzione, e riprenderà il mare aperto a fine luglio. Per Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per Msf, "le decisioni politiche dell’Europa nelle ultime settimane hanno avuto conseguenze letali. È stata presa la decisione a sangue freddo di lasciare annegare uomini, donne e bambini nel Mediterraneo. È vergognoso e inaccettabile. Invece di ostacolare deliberatamente un’assistenza medica e umanitaria salvavita a persone in pericolo, i governi europei devono attivare un sistema dedicato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale".   AGI