FlixBus vuole scrivere un manifesto sulla smart economy e lancia un appello a Di Maio

  All’inizio è stato il caso Foodora, con il tavolo aperto dal ministero del Lavoro di Luigi Di Maio e le aziende italiane di food delivery e la recente firma della Carta dei Valori su contrattualizzazione, contributi e compenso per i riders. Ora, a voler aprire una discussione su tutta la smart economy, è FlixBus, società di trasporto low cost (soprattutto bus, ma da qualche mese anche treni), che, per voce del suo managing director in Italia Andrea Incondi, ha rivolto un appello al ministro Di Maio a sedersi intorno ad un tavolo “per discutere e scrivere un manifesto per la smart economy, anche insieme ad altre aziende digitali per far sì che diventino come FlixBus e facciano bene al nostro Paese”. La proposta è stata lanciata ieri sera, nel corso di una serata evento per festeggiare i tre anni di attività della società in Italia: numeri lusinghieri (10 milioni di persone trasportate, 300 città collegate) che danno forza all’iniziativa.   Un programma in 5 punti  L’invito a collaborare contiene anche un programma di discussione, in 5 punti. “Realtà come Flixbus - ha spiegato sempre Incondi - posso avere successo in Italia, ma anche per il Paese. Abbiamo imparato quali sono le sfide e quali le difficoltà per arrivare fin qui. Un successo che ci ha portato anche a riflettere sul tipo di responsabilità che abbiamo come azienda: cercare di aiutare tante altre aziende a portare innovazione in Italia”. Incondi li ha chiamati “5 pilastri: ci vuole meno burocrazia, più orientamento all’innovazione e una maggiore promozione di aziende digitali, ci vuole un maggior investimento da parte dello Stato in queste realtà, maggiori garanzie per i lavoratori di questo settore e più correttezza fiscale”.  Fare startup in Italia Incondi ha sottolineato nel corso del suo intervento anche quanto sia “fare un’azienda in Italia è difficile, fare startup in Italia non è facile, però abbiamo imparato che si può fare, con successo e nel rispetto pieno del Paese in cui siamo inseriti”. E ha ricordato come in tre anni “70 ragazzi tra i 28 e i 30 anni hanno rivoluzionato la mobilità in Italia”, un arco di tempo in “cui abbiamo trasportato solo nel nostro Paese 10 milioni di persone e collegato oltre 300 città”. Il modello FlixBus Fin dall’arrivo di FlixBus in Italia, a luglio 2015, la società ha applicato un modello di business, basato sulla collaborazione con aziende storiche di autotrasporti del territorio. Questo modello si fonda su una divisione dei compiti: da un lato, FlixBus si occupa della pianificazione di rete, del marketing, della comunicazione, del pricing e del controllo qualità avvalendosi di una tecnologia superiore. Dall’altro, le aziende partner, svolgono il servizio operativo mettendo a disposizione i mezzi, gli autisti e il personale adibito alla manutenzione. Secondo la società, questo modello ha portato alla creazione, solo in Italia, di oltre 1.500 posti di lavoro presso 60 aziende.   AGI