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«La mia Sara fa i conti con l’improvvisa solitudine»

Sabrina Nobile

LIBRI La storia di sara, una 40enne dei nostri giorni, che deve affrontare la pedita degli uomini più importanti della sua vita e fare i conti con l’immagine di se stessa riflessa nello specchio. È il fulcro del romanzo d’esordio della “Iena” Sabrina Nobile: “Per metà fuoco per metà abbandono” (edizioni SEM,  p 188, euro 16) presentato con successo al Festival di Benevento e già vincitore del premio Rapallo Opera Prima.

Sabrina, conduttrice, autrice e ora anche scrittrice, in un’epoca in cui si leggono sempre meno libri.
«Sentivo l’esigenza di raccontare una storia. Quanto c’è di autobiografico? Sicuramente ci sono i miei stati d’animo,  suggestioni e vicende di amici e conoscenti, anche se i personaggi sono inventati».

La perdita, l’abbandono sono all’ordine del giorno in un mondo che va sempre più di fretta e ti consuma.
«Tante donne soffrono la solitudine perché a 40 anni, una vita a rincorrere una posizione, non hanno un compagno vicino. Tante si sentono fuori sincrono, come Sara. Un tempo, poi, i matrimoni erano duraturi, anche se non mancavano gli orrori, ora c’è la possibilità di vivere storie usa e getta. Si è persa la capacità di vivere più lentamente e crescere con l’altro, secondo me.

La vita di Sara crolla anche fisicamente...
«A quell’età la donna subisce una crisi profonda, arriva a un punto di rottura con il suo corpo, si vede brutta. Deve allora riconciliarsi con se stessa, reinventarsi. È la crisi di mezza età, acuita dal fatto che suo marito che se ne va!».

Facile per le lettrici ritrovarsi nel personaggio.
«Sì, per molte la storia di Sara è un’occasione per riflettere sulla propria vita. Una signora mi ha scritto: Questo libro mi ferisce e mi guarisce. Insomma è un viaggio dentro se stessi che si può fare insieme».

 

 

ORIETTA CICCHINELLI

 

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