Spettacoli

«Jazz per me è libertà senza limiti»

Quincy Jones

MUSICA «Il significato di jazz per me non è cambiato: ancora oggi è libertà d’improvvisare e scegliere dove andare. Ho vissuto tutti i cambiamenti della storia del jazz e ho frequentato tutti i tipi di musica. Con Ray Charles ho suonato ovunque. Anche questo è libertà, non avere confini». Parola di Quincy Jones, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e musicista che a Roma ha presentato il grande concerto per la celebrazione del suo 85° compleanno che il 13 luglio aprirà all’Arena Santa Giuliana di Perugia il 45° Umbria Jazz.

«È un concerto nel quale ci saranno tanti arrangiamenti del passato – spiega Jones – alcuni nella versione originale, altri riadattati per le nuove formazioni che li dovranno suonare. Copre tutta la mia storia, c’è un po’ di vecchio e un po’ di nuovo». A dirigere l’Umbria Jazz Orchestra con Jones: John Clayton e sul palco tanti ospiti, da Paolo Fresu a Dee Dee Bridgewater a Noa.«Sono stato fortunatissimo a poter lavorare con tanti grandi artisti è stato un regalo di Dio. Ho sempre avuto un’idea della musica: o è buona o non lo è. Ricordo le critiche che ricevetti per Thriller, il disco di Michael Jackson. Ma io non cerco successo, cerco emozioni. Faccio qualcosa solo se mi emoziona. Solo la fortuna ha voluto che Thriller vendesse 130 milioni di copie». Il consiglio alle nuove generazioni di musicisti? «Rimanere sempre connessi alle proprie radici. Quello che facevano Dizzy Gillespie, Miles Davis, Ella Fitzgerald».

 

 

STEFANO MILIONI

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