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Tra Croazia e Inghilterra gioca anche la politica

Russia 2018

CALCIO Magari fosse solo calcio. La sfida di semifinale tra Croazia e Inghilterra che si gioca mercoledì sera alle 20 a Mosca (arbitra il turco Cuneyt Cakir assistito dai connazionali Bahattin Duran e Tarik Ongun, quarto uomo l’olandese Bjorn Kuipers) si tinge di colorature nettamente politiche. Soprattutto per merito di Djokovic, peraltro impegnato a Wimbledon. Cosa sarà saltato in mente a Nole, serbo, di dire «Tifo per la Croazia e so chi vorrei alzasse il trofeo»? Senza contare che, nei giorni scorsi, lo stesso Nole aveva pubblicato una foto con Modric e Rakitic..tanto è bastato perché da Belgrado arrivassero staffilate: «Solo gli idioti possono sostenere la Croazia, Novak non ti vergogni?», ha twittato Vladimir Djukanovic, eletto presidente del Partito Progressista Serbo (SNS) del presidente Aleksandar Vucic.

Ma nemmeno la Croazia è rimasta indenne: l’ex nazionale Ognjen Vukojevic è stato espulso dalla delegazione della Croazia ai Mondiali dopo che, sconfitta la Russia, aveva postato un video con cori "pro-Ucraina" che ha rischiato di causare una crisi diplomatica fra il suo paese e la Russia, che ha formalmente protestato. L’associazione calcistica croata (HNS) ha detto lunedì che Vukojevic è stato "sollevato dalle sue funzioni" e "non è più un membro della delegazione croata ai Mondiali". Vukojevic aveva esultato assieme al giocatore Vida (fu suo compagno alla Dinamo Kiev, non a caso), che però se l'è semplicemente cavata con una ammonizione e sarà regolarmente in campo contro gli inglesi, sempre che non finisca nei guai per un altro video in cui, col boccale di birra in mano, canta assieme al compagno Olic "arde Belgrado...”.

Andando invece alle cose di campo, il portere-eroe della Croazia, Subasic, conferma che sarà in campo, nonostante l'infortunio patito contro la Russia. E dice: «L'Inghilterra ha grandi giocatori, è una squadra fantastica. Hanno molti giovani, ma davvero bravi, veloci, giocano in grandi club e sarà un’altra partita molto dura per noi, una grande sfida», aggiungendo subito dopo che non gli importa se l'Inghilterra sia la «favorita». Ed è difficile dargli torto, vista la brutta fine che le "favorite” hanno fatto in questi Mondiali.

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