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Decreto dignità in Aula tra due settimane

Lavoro

ROMA Il decreto dignità approderà nell’Aula della Camera martedì 24 luglio. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. A quanto viene riferito, il decreto, varato dal governo nei primi giorni del mese e non ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, lo sarà a breve. «Non c’è alcun motivo per le piccole e medie imprese di infuriarsi - ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte - un mercato del lavoro più stabile rilancia la domanda interna, con ricadute positive sui profitti d’impresa. Non ci fermeremo qui: i prossimi passi saranno la riduzione del cuneo fiscale e la semplificazione burocratica».

Il pressing di Centinaio

Ma il governo Lega-M5S è alle prese con la questione voucher. Il capitolo più delicato e divisorio del decreto dignità voluto dal ministro Di Maio. Da una parte il ministro (leghista) dell’Agricoltura e del Turismo, Gian Marco Centinaio, e dall’altra il vicepremier e leader di M5S) Luigi Di Maio. «Il ministro cambierà idea. Noi non vogliamo tutelare gli abusi, ma regolarizzare il lavoro onesto - ha detto Centinaio - con la reintroduzione dei voucher andremo a regolarizzare oltre 50 mila persone nel settore agricolo. Basta mettere dei correttivi».

Rischio sudamericano

Intanto il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, sottolinea che «in Italia le riforme hanno perso slancio» e avverte che «le tensioni registrate di recente nel mercato finanziario italiano mostrano l’importanza di un orientamento prudente e bilanciato nella politica economica». Dunque massima «attenzione all’equilibrio dei conti pubblici e alla necessità di tenere sotto controllo la dinamica del rapporto tra debito e prodotto». Antonio Patuelli, riconfermato presidente dell’Abi, rimarca che «la scelta strategica deve essere di partecipare maggiormente all’Ue, altrimenti l’economia italiana potrebbe finire nei gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani».

Savona torna sull'euro

«Potremmo trovarci in una situazione nella quale non saremo noi a decidere, ma saranno altri. Per questo dobbiamo essere pronti a ogni evenienza». Il ministro delle Politiche comunitarie, Paolo Savona, in audizione in Parlamento, interviene così sulla possibilità di un “piano B” per l’uscita dell’Italia dall’euro. «Una delle mie case, Banca d’Italia - ha aggiunto - mi ha insegnato che non ci si deve preparare a gestire la normalità, ma l’arrivo del cigno nero, lo shock». Savona ha annunciato l’intenzione di vedere il presidente della Bce, Mario Draghi, «nei prossimi giorni». E proprio il rafforzamento dei poteri dell'Eurotower, ha sottolineato, è uno dei suoi principali obiettivi.

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