Spettacoli

«I nostri video virali perché spontanei»

Casa Surace

CINE-TV I vivaci ragazzi di Casa Surace hanno movimentato non poco, tra battute e gag esilaranti, la II edizione del Festival di Benevento Cinema e Televisione.
Fenomeno web da youtuber a Sanremo: qualcosa è cambiato dopo il passaggio festivaliero?
«Dopo l’Ariston mi è venuta la mononucleosi – assicura Ricky, riccioli neri, sorrisetto sardonico – Il Festival è stato un punto di ripartenza, un’esperienza formativa importante. Sembra passato un secolo da quelle notti!”.

Com’è  nato il fenomeno Surace?
«Era la vera casa di Paolo e Simone Petrella (fondatore e regista della società) dove ci si divertiva a festeggiare, tra bottiglie a poco prezzo e musica trash. Abbiamo iniziato per scherzo, postando su fb un video: la Pasqua ai tempi dei social, ed è stato l’inizio dell’incendio – raccontano i ragazzi – Poi ci fu il progetto sui terroni, insomma, tutto nasce per caso nella nostra quotidità paesana».

400 milioni di visualizzazioni da parte dei fans non vi ha cambiati?
«Non sono fans, ma parenti. Siamo partiti che ne avevamo 200, tra cugini e zii, sa...la famiglie al Sud! Poi la situazione ci è sfuggita di mano».

Un umorismo semplice, una sottile ironia, mai volgare, caratterizza i video di Casa Surace: dalla mamma che prepara il ragù, al nonnetto automobilista del “chi va piano, va sano!”.
«Perché la comicità è una cosa seria e raccontiamo quel che conosciamo bene, tipo i parenti. E, poi, i nonni sono la cosa più virale dopo i cattivi: hanno scavalcato pure i gatti sul web, a parte i persiani».

Poi ci sono i valori cari al Sud che, in un’era vorace, voi continuate a ribadire nei vostri sketch.
«Certo! Perché i valori si trasformano con l’evoluzione della specie, ma restano importanti, come le conserve di pomodoro della mamma che fanno la differenza del sugo per la pasta!».

Siate seri! Svelateci il vero segreto alla base del vostro successo.
«La spontaneità! Veniamo da mondi artistici diversi, dalla musica al teatro al cinema, ma abbiamo tutti una base professionale, un bagaglio che mettiamo a disposizione. E, come diceva Troisi, il successo è l’amplificazione di quello che sei!».

Avete iniziato un nuovo programma Hangover, su Radio Kiss Kiss. Dal web alla radio?
«La domenica alle 11, tra aneddoti e consigli della nonna, cerchiamo di vedere  il mondo dei giovani che affrontano insieme l’imprescindibile pranzo domenicale con la mamma, dopo i postumi del sabato sera.  Speriamo di andare avanti!».

Prossimo passo il cinema?
«Il progetto c’è, amiamo il cinema, ma fare un film è troppo impegnativo: solo per girare 1 minuto impieghiamo 3 giorni. Quindi, facendo un rapido calcolo, per un film ci vorrebbero 7 anni di lavorazione».

Nel gruppo ci sono anche 7 donne, oltre a 8 uomini…
«Già, le donne! Un attimo prima ce n’era una sola che è arrivata nel nostro gruppo al maschile, e un attimo dopo ce n’erano tante. Non so come sia potuto accadere».

Beh, siete o no la famiglia allargata con 2 milioni di fans sul web?
«Certo che lo siamo! E ne andiamo fieri: siamo per la politica dell’accoglienza. Siamo gente del Sud, terroni».

 

ORIETTA CICCHINELLI

 

 

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