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Il Seveso esonda, ancora Granelli: «Ora le vasche»

METRO/SEVESO

CITTA' «Dobbiamo sbloccare e completare il piano che prevede la realizzazione delle vasche di Senago, Milano Parco Nord, Varedo-Paderno e Lentate. Non è possibile che una città e migliaia di persone debbano entrare in allerta per ogni temporale». È lo sfogo dell’assessore comunale Marco Granelli dopo l’esondazione, l’ennesima, del Seveso di giovedì. «Spero che insieme Comuni, Regione e Governo procedano con decisione, facendo ripartire i lavori a Senago e realizzando le gare per costruire le altre vasche. Chi oggi frena è responsabile dei disagi», ha continuato l’assessore riferendosi al piano degli invasi che dopo oltre 5 anni è ancora al palo.

Un ritardo dovuto al ricorso del  comune di Bresso contro la vasca nel Parco Nord,  a quelli delle aziende escluse dagli appalti e al fallimento di altre vincitrici delle gare. Il risultato è stato visibile ieri nel quartiere di Niguarda, finito sott’acqua dalle 6 alle 9 del mattino, quando è stata riaperta l’ultima strada chiusa al traffico. Fondamentale l’opera delle squadre di MM, Amsa, Protezione civile e Polizia Locale. Per quell’ora era terminata anche la pulizia dei binari da parte di Atm. L’esondazione è stata causata dai forti temporali che nella notte di mercoledì hanno colpito la Lombardia, ai quali si è aggiunta  la tromba d’aria che a Pozzo d’Adda ha scoperchiato una palazzina. L’allerta era stata diramata  mercoledì sera, mentre a mezzanotte è stato aperto lo scolmatore di Palazzolo. Misure che hanno limitato i danni, ma che senza le vasche non fermano le acque. 

 

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