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Per essere felici impariamo a sorridere

Libri/Di Benedetti

Te lo dicono quando sei triste, quando ti vedono giù. Sorridi e tutto andrà meglio… È un invito anche sincero ma come si fa? Non si sorride a comando. Parola di Daniele Di Benedetti, autore di “Ricordati di sorridere” (Mondadori, p. 279, euro 18), un saggio che cerca di invitarci a trovare il sorriso attraverso una gioia non condizionata dall’esterno.  

Daniele Di Benedetti, come si impara a sorridere?
«Sin da piccoli disimpariamo a farlo. Per i bambini sorridere è naturale. Poi pian piano ce lo tolgono il sorriso quando ci dicono come dobbiamo pensare, studiare, e ci danno i voti: tu sei bravo, tu no. Ci incanalano su quello in cui credere o no. Per imparare a sorridere invece dobbiamo scoprire chi siamo».

Un pensiero liberatorio da certi dictat che ci impongono di essere felici a tutti i costi.
«Oggi molte scuole di pensiero sostengono che per essere sorridenti dobbiamo rinnovarci, essere aggiornati. Questo porta a un forte stress, a competizione, a realizzarci per quel che la società si aspetta da noi. Il vero sorriso arriva solo quando ci scolleghiamo da tutto e ci affidiamo semplicemente a quel che è giusto per noi».

Come si recupera il sorriso, quello vero?  
«Prima bisogna ascoltare se stessi. Non dobbiamo apparire all’esterno più belli, sorridenti, felici. Tempo fa ho scritto: iniziamo a sorridere, a essere felici, quando non cambieremo più la nostra vita con quella di qualsiasi altro. Perdiamo il sorriso è quando ci aspettiamo che gli altri credano in noi, mentre dovremmo essere in noi a credere in noi stessi, indipendentemente dai risultati».

Quando il nostro sorriso si spegne?
«Si spegne tutte le volte che facciamo qualcosa per compiacere gli altri».
ANTONELLA FIORI @aflowerinlife

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