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Il vignaiolo indipendente che abbraccia la rete

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Il tempo e lo spazio definiscono al meglio un vignaiolo indipendente. Lo sa bene Paolo Carlo Ghislandi, 48enne di Lecco e oggi basato sulle colline tortonesi. Il tempo è quello della costruzione dell’impresa di famiglia, con i primi prati acquistati vent’anni fa e con la cantina costruita successivamente. Lo spazio è quel terreno dal quale nascono le uve che diventano vini preziosi della nostra tradizione. «Oggi siamo arrivati a dieci ettari di vigna impiantata. Siamo partiti con la barbera, l'uva e il vino che amo di più. Subito dopo ci siamo dedicati al timorasso, prodotto autoctono oggi considerato nel panorama il migliore vino bianco d’Italia e la terza uva più pagata», racconta con orgoglio. Siamo a Pozzol Groppo, meno di quattrocento anime nell’alessandrino, su un crinale spartiacque tra la val Curone e la valle Staffora. Qui nasce Cascina Carpini, che oggi è navigabile anche online su Cascinacarpini.it.

Il nome ribadisce l’eccellenza della sua vigna e dei suoi frutti. «Il carpine è un arbusto abbastanza diffuso da queste parti: insieme al rovere, al castagno e al ciliegio è tra i legni più pregiati, quelli con cui si facevano un tempo i mobili per via della buona stagionatura. Ecco, da queste parti, zona di tartufi, si sostiene che sotto il carpine bianco o nero si possono trovare i migliori tartufi».

L’azienda realizza dalle 50mila alle 60mila bottiglie all’anno, con un potenziale da 100mila. Nel 65% vengono vendute al mercato estero, la restante parte è per l’Italia. Inoltre per la quasi totalità la vendita è fatta online. «Curo tutta la filiera dalla vigna fino alla commercializzazione. Internet è fondamentale per la mia attività di vignaiolo indipendente. Il 90% del mio business proviene da Internet, dai canali professionali e da quelli diretti. E si è costruito con anni di reputazione», racconta Paolo Carlo, che ha visto nascere il primo social-commerce del vino: si chiama Vinix.com e registra accessi e ordini interessanti. «Ci sono poi i social e i forum ai quali partecipo. D’altronde ho un passato nell’IT e da giovane scrivevo codici».

Le vigne sono tutte state impiantate dopo attenta osservazione degli elementi naturali presenti e dell'andamento metereologico, orientate in maniera da favorire una corretta esposizione al sole ed una perfetta ventilazione. «Conosciamo bene la terra, la sua composizione minerale, il microclima e la storia. Con queste certezze selezioniamo le migliori varietà di uve autoctone».

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

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