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Formigoni: sequestro da 5 milioni di euro

MILANO/FORMIGONI

GIUSTIZIA Cinque milioni. È la cifra che ieri la Corte dei Conti ha sequestrato a titolo conservativo all’ex presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, per la vicenda Maugeri. Un maxi sequestro che ha colpito i conti correnti del Celeste, i beni immobili a lui riconducibili e i vitalizi di cui gode (quello come ex deputato, quello da ex senatore, il trattamento pensionistico come ex parlamentare europeo, nonché il vitalizio e l’indennità di fine mandato da ex Governatore). Colpiti anche gli altri protagonisti della vicenda che, a differenza di Formigoni, hanno patteggiato in appello: 10 milioni al faccendiere Pierangelo Daccò (2 anni e sette mesi) e all’ex assessore regionale Antonio Simone (4 anni e 8 mesi); 4 milioni all'ex presidente della Fondazione, Umberto Maugeri (3 anni) e per  Costantino Passerino (7 anni).

Una trentina di milioni, a fronte di un danno erariale  stimato dalla Procura  di circa 60. Per i giudici, amministratori regionali, soggetti privati e intermediari erano «partecipanti a un sodalizio illecito ai danni dell’amministrazione regionale nell’ambito dell’erogazione di finanziamenti alla casa di cura privata». Formigoni poi non avrebbe neanche versato la provvisionale da 3 milioni alla Regione, stabilita in primo grado. Infine, i Giudici hanno sottolineato che i 6,6 milioni già sequestrati al Celeste durante il processo penale non sono stati conteggiati perché avevano “una rilevanza esclusivamente sanzionatoria e non risarcitoria del danno pubblico”. Formigoni, in una nota, ha fatto sapere che «si tratta di una fake news», perché «la Corte dei conti non mi ha sequestrato nulla perché nulla posseggo. E tutto quanto possedevo (poco in verità) mi è stato già sequestrato da anni, per ordine della magistratura. Se mi toglieranno la pensione, vivrò d’aria». 

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