Fatti&Storie

Fallimento immobiliare La beffa dello sfratto

Milano/Parabiago

MILANO Hanno perso i soldi della casa, centomila euro, per il fallimento dell’impresa. E quando hanno preteso il diritto di prelazione all’asta, previsto dalla legge 122/2005, il curatore fallimentare non solo lo ha negato, ma ha restituito loro, incomprensibilmente, l’indennità di occupazione versata. Ora il caso, che coinvolge una famiglia di Parabiago e di cui Metro ha già dato conto, si arricchisce di una beffa: lo sfratto.  La vicenda pare opaca. Marito e moglie, con bimbo di due anni, vorrebbero ricomprare la casa alla prossima asta, ma per aver chiesto il diritto di prelazione hanno avuto in risposta dal curatore la richiesta di rinunciare al diritto, la restituzione dell’indennità di occupazione e, ieri, l’intimazione di «immediata liberazione dell’immobile» firmata dal giudice. L’intimazione non sarebbe stata inviata ad altre famiglie che, pur coinvolte nel fallimento, non si erano impuntate sulla prelazione, tanto che Riccardo De Benedetti, di Assocond-Conafi, parla di «atteggiamento vendicativo e incomprensibile». Scopo del curatore, l’avvocato Davide Lambicchi (sollecitato da Metro, non rilascia dichiarazioni), sarebbe liberare l’appartamento prima dell’asta e aumentarne il valore. Ma perché solo quello? L’avvocato della famiglia, Marina Grandi, autrice di un’istanza urgente, è incredula: «Non capisco perché rinunci all’indennità di occupazione pregressa, 8.000 euro, più 650 euro al mese fino a quando l’asta si farà». I coniugi «sono disperati».

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

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