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Il Milan sentito a Nyon Ora spera nella Uefa

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CALCIO Due ore di udienza. Ed ora l’attesa. Il Milan è volato martedì mattina a Nyon per incontrare i cinque membri dell’Adjudicatory Chamber, la camera giudicante della Uefa chiamata a pronunciarsi sulle sanzioni legate al mancato rispetto del fair play finanziario del club rossonero. La più temuta, ovviamente, sollecitata dalla Camera investigativa, è l’esclusione dall’Europa League appena conquistata da Bonucci e compagni. Ipotesi che al momento non sembra remota. A guidare la delegazione rossonera, partita con l’obiettivo di far capire come il "no" alle Coppe sarebbe eccessivo, Marco Fassone e l’avvocato Roberto Cappelli. «C'è stato un bel contradditorio, ho il sentimento che quantomeno siamo stati ascoltati. Adesso attendiamo la decisione», ha spiegato l’ad rossonero ai cronisti all’uscita dall’udienza. La memoria difensiva del club ha fatto leva sulla trasparenza dei conti rossoneri, puntando sull'equità di trattamento rispetto alle altre società. «Quello che noi chiediamo è che la valutazione sia fatta in coerenza con le decisioni prese negli anni del financial fair play», ha spiegato Fassone. «Abbiamo un po' la sensazione che rimandare il nostro caso all’Adjudicatory Chamber sia differente rispetto a come sono stati trattati altri casi».

«Abbiamo scelto di andare per fatti certi, non per supposizioni e congetture», ha chiarito l’ad auspicando che «allo stesso modo vengano valutati i fatti certi e non le congetture». Nessun commento sugli sviluppi societari, a chi gli chiede se il possibile nuovo socio sia stata una carta messa sul tavolo dai rossoneri: «Sono argomenti che riguardano l’azionista, come tanti di quelli discussi oggi». E l’ad non si è sbilanciato nemmeno sulle sensazioni in vista del verdetto, che dovrebbe arrivare entro il weekend. «Non esprimo giudizi prima. L’Adjudicatory Chamber è composta da personaggi di altissimo profilo. Lasciamo loro il tempo per poter valutare bene il caso e le nostre memorie e per far tesoro di quanto abbiamo espresso questa mattina verbalmente. Poi, eventualmente, commenteremo dopo».

Tra le possibili contromosse dei rossoneri, il ricorso al Tas di Losanna. «Ma tutto dipenderà dalla sentenza», ha puntualizzato Fassone. «Se la riterremo eccessivamente penalizzante, la strada dell’appello è possibile». La certezza espressa dal dirigente, invece, è che le mosse del mercato rossonero non verranno frenate dalla partita in corso con la Uefa: «Mirabelli sta lavorando dietro le quinte, non è andato al mare in attesa delle sentenze», ha assicurato l’ad. «La sentenza può modificare la disponibilità del budget, ma abbiamo un piano A e un piano B. Lavoriamo sottotraccia per non farci trovare impreparati».

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