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Zanda: «Voglio tornare a correre!»

Roberto Zanda

TORINO Tornasse indietro, parteciperebbe ancora a quella gara estrema per la quale ha perso le gambe, una mano e alcune dita dell’altra: «Ho guadagnato in fiducia in me stesso e in umanità». Roberto Zanda, 60 anni, un ironman, sportivo che gareggia in sfide impossibili, vuole tornare a gareggiare e lo farà con le protesi realizzate dalla Officina Ortopedica Maria Vittoria di Torino che gli sono state impiantate all’ospedale Cto della Città della Salute. Sono passati soltanto quattro mesi da quando ha partecipato alla Yukon Arctic Ultra, una competizione di centinaia di chilometri tra Canada e Alaska percorsi con gli sci di fondo, in mountain bike e a piedi. Il 6 febbraio, al sesto giorno di maratona, perso in una foresta, ha rischiato di morire assiderato, ma è stato salvato.

«Sono stati mesi molto duri – racconta Zanda –  e l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era di alzarmi da quel dannato letto». Ora “indossa” protesi di ultima generazione, tra cui una mano bionica iLimb: «Servono sei mesi per riuscire a muovere la mano bionica come sta già facendo Zanda – dice Bruno Battiston, direttore della Struttura di Chirurgia della mano e arto superiore dell’ospedale Cto – ha compiuto progressi incredibili».
«Somiglio a un robot – scherza Zanda –. Adesso non mi resta che continuare ad esercitarmi con la mia nuova mano bionica e capire tutte le potenzialità di queste gambe, perché ho tante corse che mi aspettano».

 

ANDREA GIAMBARTOLOMEI

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