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La cricca intorno al nuovo stadio

STADIO ROMA

ROMA Un terremoto giudiziario sul progetto dello stadio della Roma: nove le persone arrestate (sei in carcere, tre ai domiciliari) nell’ambito dell’indagine coordinata dalla procura capitolina su «un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione», nel quadro delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo impianto. In carcere l’imprenditore Luca Parnasi, proprietario di Eurnova e proponente del progetto dello stadio dell’As Roma; il suo braccio destro Luca Caporilli e altre persone legate ad Eurnova. Ai domiciliari sono finiti il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, eletto con Forza Italia, Adriano Palozzi; l’avvocato Luca Lanzalone, presidente di Acea e mediatore nella trattativa del febbraio 2017 tra il Campidoglio a 5 Stelle e la Eurnova per modificare il progetto dello stadio della As Roma, e Michele Civita, consigliere regionale Pd ed ex assessore all’Urbanistica. I reati contestati sono espressione della «corruzione sistemica che l’associazione a cui capo è Parnasi intende perseguire», scrive nell’ordinanza di custodia cautelare il gip Maria Paola Tomaselli.

Investimento elettorale

«Spenderò qualche soldo sulle elezioni, che poi vedremo come vanno girati ufficialmente, con i partiti - diceva Parnasi in una telefonata intercettata - anche questo è un investimento importante perchè in questo momento noi ci giochiamo una fetta di credibilità per il futuro. Ed è un investimento che io devo fare, molto moderato rispetto a quanto facevo in passato quando ho speso cifre che manco te lo racconto». Tra i vari finanziamenti assicurati dal gruppo Parnasi a tutta una serie di soggetti - alcuni illeciti, altri leciti, altri ancora al vaglio degli inquirenti - figura anche quello per un’associazione considerata vicina alla Lega, alla quale l’imprenditore avrebbe devoluto 250 mila euro. Tra gli indagati (16 in tutto), ci sono anche Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Campidoglio (che si è autosospeso); Mauro Vaglio, presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, e il capogruppo di Forza Italia in Campidoglio Davide Bordoni. Al momento non c’è alcuno stop formale da parte del Campidoglio al progetto dello stadio della Roma, ma è ipotizzabile che l’iter di approvazione subisca dei ritardi. L’orientamento della sindaca Raggi è quello di attendere gli sviluppi dell’indagine.

«Chi ha sbagliato ora pagherà»

«Siamo molto preoccupati da questa vicenda. Chiunque ha sbagliato deve pagare. Noi non guardiamo in faccia a nessuno». Questo il commento di Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture. «Chi ha sbagliato pagherà - ha ribadito la sindaca Virginia Raggi - noi siamo dalla parte della legalità. Se è tutto regolare spero che il progetto stadio possa andare avanti. Gli atti amministrativi prodotti dalla Giunta capitolina sul progetto dello stadio non sono oggetto dell’indagine». Dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, «piena fiducia nell’operato della magistratura. L’amministrazione regionale ha condotto la Conferenza dei servizi in modo tecnicamente corretto e trasparente». «L’Amministrazione M5S del Campidoglio è pesantemente coinvolta fino al vertice - ha dichiarato invece il deputato del Pd Michele Anzaldi - la Raggi ha mostrato la sua totale incapacità non soltanto ad amministrare la città, ma anche a tenerla al riparo da corruzione. Valuti di dimettersi». «Tutto quello che sta succedendo l’ho letto dalla stampa, ma la Roma è estranea. Dal mio punto di vista la Roma non c’entra, costruiremo lo stadio». Lo ha detto il presidente della Roma, James Pallotta: «Vendere la Roma? Non l’ho mai detto. Solo in caso di ritardi, ma non vedo perché debbano esserci, visto che la Roma non ha fatto niente di male. Non vedo perché dovremmo vedere il progetto bloccarsi».

Un mega impianto a un passo dall’ok

Il progetto per la costruzione dello stadio dell'As Roma è la più grande operazione economica privata attesa a Roma, con un investimento previsto di circa un miliardo di euro. Il ciclone giudiziario si abbatte quando il progetto era arrivato a un passo dall'approvazione finale. Sarebbe infatti atteso per luglio l'ok dell'assemblea capitolina all'approvazione della variante urbanistica. Dal 2014 la società giallorossa di James Pallotta ha avviato un lungo e ambizioso progetto per realizzare l'impianto di proprietà del club. Una sinergia con l'imprenditore Luca Parnasi, che già nel 2010 aveva siglato un preliminare di acquisto dei terreni di Tor di Valle dove sorge l'ex ippodromo del trotto realizzato per le Olimpiadi del 1960 - in disuso da anni - per poi costruirci sopra lo stadio e un business center. Il club giallorosso e Parnasi hanno aperto una società, la Tdv project, che, secondo il progetto, sarà proprietaria dell'impianto.

Un lungo percorso

Ci sono voluti tre anni e mezzo, due sindaci, due progetti e altrettante conferenze dei servizi per arrivare a fine 2017 al via libera finale in conferenza dei servizi dell'iter autorizzativo. C'era ancora Ignazio Marino in Campidoglio quando nel maggio 2014 è stata svelata la prima versione del progetto. La giunta M5S di Virginia Raggi a febbraio 2017 ha voluto modificare il masterplan, dimezzando, in accordo con club e costruttore, le cubature del business park ma anche tagliando fondi privati destinati a pagare opere pubbliche a servizio della struttura. La mediazione, portata avanti tra gli altri da Luca Alfredo Lanzalone come consulente, ha visto l'eliminazione delle torri. Alla fine del lavoro è stato prodotto un masterplan che prevede un'arena da 55 mila posti, business park con uffici, centralità commerciale e parco fluviale.

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