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Tutte le curiosità del summit di Singapore

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SINGAPORE Il vertice tra il presidente americano Donald Trump e il leader nord-coreano Kim Jong-un si svolgerà martedì all’Hotel Capella sull’isola Sentosa, con la prima stretta di mano alle 9 del mattino ora locale. La piccola isola di Sentosa, a sud di Singapore, è nota per ospitare hotel di lusso, parchi divertimento e gli Universal Studios. Il lussuosissimo Hotel Capella, con camere che hanno un costo tra i 650 e i 10 mila dollari a notte, è stato progettato dall’archistar Norman Foster, è di proprietà di Pontiac Land Group dei fratelli Kwee.

Un conto da 12 milioni

Il conto per ospitare il summit Trump-Kim costerà a Singapore circa 12 milioni di euro, la metà dei quali per spese di sicurezza. Al media center sono arrivati circa tremila giornalisti da tutto il mondo. A pattugliare le strade ci saranno non solo migliaia di poliziotti, ma anche le unità d’elite, i Gurkha nepalesi. Aree chiuse e divieto di qualsiasi manifestazione in un luogo che vanta il più basso tasso di criminalità al mondo.

Le delegazioni

Ad accompagnare Trump c’è il segretario di Stato, Mike Pompeo, che si è recato a Pyongyang due volte nel corso delle ultime settimane. Non saranno invece presenti la first lady Melania, il vice presidente Pence e il segretario alla Difesa Mattis. Meno chiara la composizione della delegazione nord-coreana. Kim Jong-un potrebbe essere affiancato dalla sorella Kim Yo Jong e dal bracico destro Kim Yong Chol, ex capo dello spionaggio di Pyongyang.

Lo spettatore Cina

Tra gli spettatori, la Cina è favorevole alla denuclearizzazione, ma teme il collasso del regime e soprattutto Pechino non vuole ritrovarsi i militari statunitensi di fronte all’uscio di casa né auspica una improbabile riunificazione delle due Coree.

Il nodo nucleare

Il nodo delle trattative sarà il programma nucleare nordcoreano che spaventa gli Usa e il mondo. Ma non è escluso che il summit possa concludersi solo con una stretta di mano, una photo opportunity e poco altro. Le due parti sembrano infatti distanti. Pyongyang - che punta a riforme economiche per risollevare il Paese - dovrebbe essere pronta a confermare la totale sospensione dei test nucleari e il congelamento dell’arsenale atomico; ma non è chiaro quali garanzie voglia in cambio e cosa Trump sia disposto a cedere. Secondo stime statunitensi, la Corea del Nord può contare su circa 70 missili e ha materiale per costruire tra le sedici e le 60 testate nucleari. Stime indipendenti, risalenti al 2016, sostengono che quell’anno aveva abbastanza uranio arricchito per realizzare circa venti bombe atomiche. Pyongyang ne avrebbe costruite tra le dieci e le venti.

METRO

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