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A San Siro il derby degli stupefacenti

MILANO/DROGA

GIUSTIZIA Neroazzurri e Rossoneri gemellati… per spacciare droga. È quanto scoperto dall’inchiesta che ieri ha portato in carcere 22 persone – tra le quali anche il capo degli ultras della “Curva Sud” del Milan e quello degli steward dell’Inter a San Siro – e al sequestro di oltre 600 i chili di stupefacente. Per gli inquirenti, il milanista Luca Lucci, aveva trasformato la sede dell’associazione “Il Clan” in via Sacco e Vanzetti a Sesto San Giovanni (dove di solito si riunisce la Curva Sud rossonera per questioni calcistiche) nella base di arrivo di ingenti quantitativi di droga. Lo dimostra il tir proveniente  dall’Albania, intercettato prima dell’arrivo a Sesto, con 250 chili tra hashish e marijuana a bordo. La droga era destinata a essere depositata in alcuni box e da lì, Lucci, già noto agli inquirenti per i Daspo sportivi e i pestaggi, l’avrebbe portata nella sede dell’associazione. 
Massimo Mandelli, uno dei responsabili degli stew

ard volontari dell’ Inter, era invece il collegamento tra gli albanesi che vendevano a Lucci e i calabresi, altra fonte di approvvigionamento della droga. Pur se non è stata documentata un’attività di spaccio a San Siro, gli investigatori non escludono una tale ipotesi. 
L’indagine era nata nel 2016 con l’arresto di un uomo trovato con mezzo chilo di marijuana e diversi cellulari.

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