Fatti&Storie

Emergenza voragini 83 in meno di sei mesi

ROMA VORAGINI

ROMA Nel sottosuolo della Capitale ci sono oltre 32 Kmq di vuoto, voragini enormi che in alcuni punti hanno spazio sufficiente a far passare un Tir. E quanto scoperto finora riguarda solo il 30% del territorio cittadino.

Lo rivela il monitoraggio effettuato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) assieme all’Autorità di distretto idrografico dell’Appennino centrale e a ItaliaSicura. Dati e cifre resi noti ieri, che sono emersi nel corso del sopralluogo effettuato sotto al Celio, nel Tempio di Claudio presso la basilica dei Santi Giovanni e Paolo (nella foto). «Fino al 2008 si aprivano 30 voragini l’anno a Roma, oggi siamo a quota 100, e nei primi sei mesi del 2018 se ne sono aperte già 83» ha spiegato il segretario dell’Autorità di distretto geografico dell’appennino centrale, Erasmo D’Angelis.

È soprattutto il quadrante est a essere più esposto alle cavità: in particolare Centocelle, l’Appio, il Prenestino, il Tuscolano e il Tiburtino. Ma non sono immuni nemmeno le aree del centro storico: Aventino, Palatino, Esquilino e San Giovanni, mentre nell’area a ovest sono a rischio Monteverde Vecchio, Portuense e Gianicolense. Se da una parte il fenomeno ha anche aspetti affascinanti (nel sottosuolo di Roma ci sono anche tre laghi sotterranei) i pericoli per la città sono sotto gli occhi di tutti. Un primo passo, per chi ha effettuato i monitoraggi è la mappatura completa e costante delle voragini anche con sistemi satellitari, per pianificare gli interventi più urgenti.

(Foto da Facebook-Ispra)

Articoli Correlati
Fatti&Storie