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Tutto quello che dobbiamo sapere su Philip Roth

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«Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l'amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due». Basta questa frase, incredibile gemma tratta da uno dei suoi romanzi brevi, eppure intensissimi, L’animale morente, per innamorarsi di Philip Roth, per comprendere la sua grandezza di scrittore che insinuava il dubbio del senso della vita tra le righe della costruzione di ogni suo personaggio. Forse l’ultimo scrittore esistenzialista, Roth, scomparso martedì a New York a 85 anni. Grande incompreso? Basta leggere il cordoglio mondiale per la sua morte per capire quanto l’autore di Pastorale americana per il quale conquistò il Premio Pulitzer nel 1998, fosse amato. E in fondo compreso, con la comunità letteraria mondiale che ogni anno insorgeva alla notizia che ancora una volta gli era stato negato il Nobel. Chi più di lui, infatti, ha saputo interpretare il nostro tempo? Dalla pornografia all’adulterio, dall’ antisemitismo al fanatismo, con la base di un autobiografismo lucidissimo che non gli faceva dimenticare mai le sue radici di figlio di immigrati – era nato il 19 marzo 1933 in un quartiere ebraico di Newark (New Jersey) – è stato autore di più di 25 romanzi (in Italia pubblicati da Einaudi) che hanno toccato ogni sfaccettatura dell’essere umano. Dalla libidine gioiosa e comica del Lamento di Portnoy, all’elegia di Pastorale Americana fino al Complotto contro l’America incredibile anticipazione della realtà con protagonista un candidato reazionario, suprematista e razzista in cui lo slogan era “prima l’America”, America first. Roth visionario che ha confessato che quella con la scrittura è sempre stata una lotta quotidiana – ogni giorno viveva l’angoscia della pagina bianca -  che a un certo punto è terminata.  «Raccontare storie non è più il centro della mia esistenza» aveva detto di recente dopo essersi ritirato dalla vita pubblica. Sarà bello rileggerlo. E sarà bellissimo per chi, fortunato, non l’ha ancora fatto, leggerlo…

ANTONELLA FIORI @aflowerinlife

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